Luigi Pellicone

L’Inter ha una nuova fiamma..

Arturo Vidal all’Inter Spalletti lo ritiene indispensabile per un salto di qualità dell’intera rosa. Anche più del “suo” Nainggolan. Difficile stabilire sei sia un ripiego. Anche lo fosse, è un gran bel ripiego. Anzi. Sarebbe il centrocampista incursore ideale per il suo 4-2-3-1. Un modulo perfettamente aderente alle caratteristiche di Vidal: corsa, fisico, tecnica, capacità di inserimento, conclusione da fuori e colpo di testa. Un rè Artu di centrocampo. Oggettivamente, qualche categoria in su anche rispetto a Nainggolan.

Vidal: Spalletti e Sabatini sono “pazzi” di lui

Come arrivarci, però?

Vidal ha un contratto che lo lega al Bayern sino al 2019 e guadagna tantissimo: 8 milioni di euro. Servono buoni uffici e altrettanta volontà di venirsi incontro. L’Inter e il Bayern hanno un amico in comune. Karl Heinze Rumenigge. L’ex centravanti è disposto a trattare, ma non a svendere. Si parte da 40 milioni di euro. Tanti soldi, di certo non un problema per Suning che andrebbe paradossalmente al risparmio, visto che Nainggolan, per meno di 60, non si muove. Chi potrebbe pensarci, invece, è proprio Vidal, complice l’arrivo di Tolisso.

Resta fa sciogliere il nodo ingaggio: il centrocampista guadagna 8 milioni di euro per altri due anni. L’Inter può anche permetterseli, ma uno stipendio del genere rischia di creare squilibrio nello spogliatoio. Ecco perchè il duo Sabatini-Ausilio ha in mente una proposta “spalmata” su più stagioni, con premi a salire. Vidal guadagnerebbe, insomma, la stessa cifra, ma in più tempo. Da non sottovalutare, infine, l’impatto ambientale: Vidal è stato uno dei simboli della Juventus muscoli e governo di Antonio Conte e Max Allegri. Milano è una piazza matura: accoglierebbe a braccia aperte l’ex juventino, pregustando, magari il più gustoso piatto freddo: la vendetta. Tornare a vincere, trascinata da un ex bianconero.

Situazione fluida e parti destinati ad aggiornarsi: l’Inter resta alla finestra e osserva con interesse il panorama. Sullo sfondo, Spalletti. Non certo preoccupato, ma neanche entusiasta. Il tecnico toscano si appresta a partire per il ritiro ritrovandosi la stessa rosa dello scorso anno, infarcita da giovani di più o meno belle speranze. Tanti protagonisti del tricolore conquistato con la Primavera. Inseguire, cosi, adesso, e con questi uomini, lo scudetto, è ben più complicato. Evidentemente le aspettative erano diverse, specialmente per chi, come Spalletti, è abituato a “martellare” sin dai primi giorni di ritiro sugli aspetti tattici. La sensazione è che l’Inter ragioni da grande, ma deve ancora diventarlo. E, sebbene sia ancora la prima settimana di luglio, il tempo rischia di stringersi.