Redazione

Asso di coppe. Wenger ricomincia da dove ha finito. Alzando un trofeo in faccia a Conte che con le finali non ha fortuna: tre sconfitte su cinque, L’Arsenal vince la Community Shield e centra il mini double. Partita tesa, equilibrata: decidono gli episodi e chi ha più cambi in panchina. In questa ottica, se Wenger trattiene tutti, ha la rosa più competitiva di quella a disposizione di Conte.

Vittoria di Pirro? I numeri dicono no

Wenger sarà anche “out” ma, con questa rosa a disposizione, e considerate le numerose assenze, ha detto la sua eccome. Ha assorbito l’infortunio di Mertesacher, aggiuntosi ad assenze pesanti: Mustafi, Koscielny, Ramsey, Ozil e Sanchez. Da quando è passato al 3-4-2-1, il tecnico francese ha totalizzato 10 vittorie in 11 gare e subisce molto meno in difesa. Con questo modulo Xhaka ha fatto un salto di qualità clamoroso oggi è stato forse il migliore in campo. Resta da capire cosa succederà nei prossimi mesi: se recupera tutti gli effettivi e trova il passo giusto, l’Arsenal può dire la sua.

Scelte o messaggi?

Abbastanza indietro il Chelsea. Soprattutto sul piano fisico. Antonio Conte ha optato per alcune scelte che faranno discutere: in primis, l’accantonamento di Rudiger, pagato 40 milioni per essere la riserva di Azpilicueta. Per carità, i fatti gli hanno dato ragione. L’ex giallorosso, nei pochi minuti spesi in campo, ne ha combinate parecchie. In ritardo in marcatura sulla rete del pari di Kolanisac, spesso preso fuori tempo e scoordinato negli interventi. Non un grandissimo esordio.  Sfortunato anche Morata. Entrato solo al 72′, lo spagnolo ha subìto la pressione dal dischetto. Tirando le somme: due errori costati 100 milioni. Stupisce anche l’ingresso di Musanda. Il rigore, poi, lo calcia Courtois: i più maligni interpretano la scelta così:  non arrivo neanche a trovarne cinque dal dischetto. Se è cosi è un gesto coraggioso, sfrontato. Alla Conte. Un messaggio chiaro e tondo: compratemi i calciatori. Questo Chelsea è dietro, sicuramente, allo United, e deve affrontare la Champions.