Redazione

A piedi nudi nel parco. Che è il titolo di un famoso film degli anni Sessanta con Robert Redford e Jane Fonda, ma che può essere anche e soprattutto il riassunto del primo giorno a Barcellona per il colombiano Yerry Mina. Occhi lucidi da bambino che sta realizzando il suo sogno, un abbraccio con Leo messi che dice tutto tra sorrisi e pelle d’oca. Il colosso proveniente dal Palmeiras abbraccia la pulce quasi oscurandolo con la sua mole, ma l’emozione e tutta la sua. Emozione enorme, e sarebbe strano altrimenti. Poi una bella passeggiata su quell’erba che per molti è quasi un luogo sacro e che come tale va trattato. E quindi via gli scarpini.

Conquistare il Barça

Rispetto? Sì, ma non solo. Sotto c’è anche una sfida. Quella di un ragazzo che arriva dalla Colombia e mettendo i suoi piedi nudi sul manto erboso del Camp Nou fa una dichiarazione di intenti difficile da ignorare. La Bibbia dice che “con la pianta dei tuoi piedi calcherai il terreno che vorrai conquistare”. E per conquistare uno dei migliori club del mondo, nonchè un pubblico particolarmente esistente, ci vorrà molto impegno. Anche e soprattutto perché, al momento, i centrali del Barcellona sono praticamente inamovibili. Starà a Mina, 23 anni e mezzi fisici straripanti, attaccare non solo il terreno, ma il posto da titolare, strappando a un mostro sacro come Pique e a Umtiti, che è però alle prese con un brutto infortunio.

Un arrivo anticipato

E quindi il colosso colombiano, 1,95 m di muscoli e agilità, rischia di prendersi la scena e la storia del Barcellona ben prima di quanto preventivato. Non per niente l’opzione che i catalani avevano su di lui sarebbe stata sfruttata a giugno, ma tra il calo di Mascherano e i problemi fisici di umtiti, Valverde ha deciso che affrontare quasi metà stagione con il solo Vermaelen come alternativa non era un’ottima idea. E quindi il futuro diventa già presente, con Mina ad allargare ulteriormente la colonia sudamericana all’interno dello spogliatoio del Barça. L’accoglienza per lui è stata quella che ci si aspettava: abbracci, sorrisi e poi il simpatico fuori programma, che prima ha fatto sorridere e poi pensare alla straripante personalità del ragazzo.

Mina, centrale con il vizio del gol

Che arriva in Spagna con già una buona esperienza internazionale, una vittoria in campionato in Brasile e nove presenze con la Colombia. Condite tra l’altro da tre reti, un dato confermato anche dai numeri con il Palmeiras. Evidentemente sui calci piazzati diventa particolarmente complicato marcare un gigante del genere. E se la personalità in campo dovesse coincidere con quella mostrata nella presentazione, i tifosi del Barcellona rischiano seriamente di poter stare tranquilli per almeno una decina d’anni. L’addio (futuro) di Pique e quello (immediato) di Mascherano adesso fanno molta meno paura. È arrivato Yerry Mina, il conquistatore scalzo. Non il migliore dei soprannomi, ma che rischia comunque di passare alla storia.