Matteo Muoio

Nella giornata di ieri Maurizio Zamparini ha dato le dimissioni da presidente del Palermo. Un addio annunciato e doloroso, col patron stufo ormai da tempo e da un paio d’anni in cerca di nuovi acquirenti. Nei prossimi giorni verrà formalizzato il passaggio del suo pacchetto di maggioranza ad un gruppo d’investimento anglo-americano ancora anonimo ma che, secondo indiscrezioni, potrebbe far capo all’ex presidente di Barclays Bank Martin Taylor. Dopo 15 anni, 28 cambi d’allenatore e 36 tecnici, si chiude quindi l’era Zamparini. Il nuovo Palermo ripartirà dalla B, conseguenza della scellerata gestione dell’ultimo biennio; Zamparini rimane comunque il presidente più importante della storia rosanero, capace di riportare i siciliani in A dopo 33 anni e di far vivere alla piazza stagioni di vertice, con ben 5 qualificazioni in Coppa Uefa/Europa League tra il 2005 e il 2012. Per Palermo sono passati tanti giocatori importanti, arrivati da sconosciuti o giovani promesse e rivenduti a peso d’oro; questo il vero vanto del presidente, la cifra specifica della sua gestione. Abbiamo quindi deciso di proporvi i 10 migliori colpi del Palermo di Zamparini (e dei suoi ds, Foschi e Sabatini su tutti, gloria pure per Sogliano).

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Zamparini, Sabatini e Zenga.

 

I campioni del mondo

Per capire la dimensione del Palermo di inizio millennio, basti pensare che nell’estate 2006 i rosanero potevano vantare ben 4 campioni del mondo, Zaccardo, Grosso, Barzagli e Barone. Il primo e l’ultimo rimangono fuori dalla nostra top ten, gli altri 2 ci entrano di diritto. Grosso è stato l’uomo del Mondiale: il rigore procurato contro l’Australia, l’eurogol alla Germania, gli 11 metri di gloria eterna in finale. Era arrivato al Palermo l’anno prima, dal Perugia, dove si era messo in mostra dopo tanta gavetta in serie C. Barzagli al Mondiale fu un comprimario – davanti aveva gente come Cannavaro, Nesta e Materazzi – ma il fatto che a quasi 36 anni sia ancora protagonista alla Juve e tra i migliori difensori italiani – forse il migliore – gioca assolutamente a suo favore. Quando si fregiava del titolo iridato Luca Toni era un giocatore della Fiorentina ma non menzionarlo tra i grandi colpi di Zamparini sarebbe uno scempio. Arrivò dal Brescia col Palermo ancora in B, segno della grande ambizione del patron, 30 gol in serie cadetta e 20 l’anno dopo in A.

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Fabio Grosso con la maglia del Palermo, stagione 2005-2006

I CRACK SUDAMERICANI

E’ in Sud America che Zamparini ha trovato l’oro, grazie, soprattutto, alle intuizioni di Sabatini. Nell’autunno del 2007 fu però Foschi ad invaghirsi di un attaccante del Danubio, il 19enne Edinson Cavani,  tanto da convincere il patron ad acquistarlo per poco meno di 5 milioni nel mercato di gennaio. Il meraviglioso gol all’esordio, contro la Fiorentina, si sarebbe rivelato il preludio di una carriera splendida. Un paio di stagioni in sordina, poi l’esplosione nel 2009 e il passaggio al Napoli l’estate seguente per 17 milioni di euro. Nel 2009 arrivò dall’Huracàn il 20enne Javier Pastore; sei milioni di investimento per quello che in patria definivano il Kaka argentino. La prima stagione fu d’ambientamento, la seconda devastante. Nell’estate 2011 bussò alla porta il PSG con un assegno da 43 milioni per portarlo alla corte di Koumbouarè. Franco Vazquez, invece, nell’estate del 2012 arrivava quasi da oggetto misterioso: stella del Belgrano, non era comunque fra i più quotati nel campionato argentino. Stecca i primi sei mesi, fa qualcosina in Spagna dove viene mandato in prestito al Rayo Vallecano, poi torna con la squadra in B e incanta per 3 stagioni, prima del trasferimento estivo al Siviglia di Sampaoli, che per averlo sborsa 15 milioni di euro. L’ultima – e forse la più grande – joya sudamericana, di nome e di fatto, risponde al nome di Paulo Dybala, u’ picciriddu per i tifosi del Palermo. L’attaccante della Juve risulta pure l’investimento più oneroso del patron rosanero, che nell’estate del 2012 paga ben 15,5 milioni – tra prezzo di cartellino e commissioni – all’Insituto de Cordoba per strapparlo alla concorrenza di Inter ed Arsenal. Come per Pastore, la prima stagione è d’ambientamento, in B inizia a fare ottime cose, in A esplode. Marotta e Paratici decidono di investirci 40 milioni e oggi fa le fortune della Juve di Allegri, che pare debba guardarsi dalla avances di Real e Barcellona.

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Zamparini e Dybala. Il presidente è molto legato all’attaccante argentino

COLPI DAI CAMPIONATI EUROPEI MINORI

Fra i meriti del Palermo c’è quello di essere stato fra i primi club italiani a sondare nuove rotte di mercato. Ilicic, ad esempio, arrivò nell’agosto 2010 dal Maribor, formazione slovena che i rosanero avevano affrontato nei preliminari di Europa League qualche settimana prima. Appena 2 milioni di esborso, 10 quelli incassati 3 anni dopo dalla sua cessione alla Fiorentina. Un paio di stagioni prima – 2008/2009 – arrivava in Sicilia il 19enne difensore danese Simon Kjaer, preso dal Midtjylland per 3 milioni. Dopo sei mesi era già titolare, l’anno dopo comandava la difesa del Palermo.  Nel 2010 raggiunse Barzagli al Wolfsfburg, fruttando a Zamparini una plusvalenza di quasi 10 milioni. Per ultimo, in ordine di tempo, citiamo Nestorovski. A livello tecnico il macedone non dovrebbe rientrare in questa cernita – da cui rimane fuori gente come Amauri o Abel Hernandez – ma la sua provenienza risulta funzionale al nostro procedimento “geografico”. Macedone, 26 anni, è arrivato in estate dall’ Inter Zaprešić, dove per due anni consecutivi si era laureato capocannoniere del campionato croato. Da classico carneade si è rivelato nota lieta – forse l’unica – della sfortunata stagione rosanero, mettendo a referto 10 gol e 3 assist fino a questo momento. Il nuovo Palermo anglo – americano ripartirà da lui.

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107 presenze e 25 gol per Ilicic con la maglia del Palermo