Redazione

Promesse da marinaio e altre mantenute. La Sampdoria mantiene, il Grifone invece ci prova, ma cicca nei suoi uomini migliori. Lapadula, Taarabt, Bertolacci, Veloso dovevano fare la differenza tra i padroni di casa. Zapata, Torreira, Quagliarella, Ramirez dall’altra. Nel complesso ha vinto la maggiore qualità. Ed era dal 1953 che la Sampdoria non infilava tre vittorie di fila nel derby.

Torreira e le promesse mantenute

Ramirez aveva giocato due buone partite, contro Fiorentina e Benevento, prima di calare alla distanza. Torreira, notando il suo connazionale piuttosto triste, gli promette di mandarlo in gol nel derby. Beh, parola mantenuta. Il centrocampista innesca l’azione del gol del vantaggio doriano, poi mette in ghiaccio la partita svolgendo perfettamente ciò che gli era richiesto. Lavorare sul palleggio per controbattere la maggiore intensità del Genoa. Detto, fatto. Nessun pallone sprecato e quando la stanchezza si fa sentire, sale in cattedra con Linetty.

Zapata e Quagliarella si prendono la scena sfruttando il fisico e l’astuzia in una partita sporca, ma l’oscar di miglior attore non protagonista è senza dubbio appannaggio di questo trequartista che è sempre dentro al match e non dovrà mai smettere di ringraziare Giampaolo, che lo ha trasformato e reso uno dei migliori interpreti del campionato.

Juric in bilico

Promesse non mantenute invece in casa Genoa. Nel secondo tempo la squadra ha giocato, ha preso in mano la partita. Ha subito due gol evitabilissimi, in un derby deciso dai particolari. Il primo gol è una distrazione, il secondo viene da un rimpallo. Promesse da marinaio quelle del tecnico rossoblu? Giudizio troppo severo. Di certo letture sbagliate, qualche imprecisione di troppo specialmente in fase difensiva.

Il Genoa piace per determinazione e quantità ma poi manca sempre qualcosa, specialmente sugli esterni e in fase difensiva. I rossoblu latitano nei sedici metri, nei propri e in quelli degli avversari. Il Genoa ha giocato come doveva e poteva: evidentemente più di così non si può fare. E sei punti sono pochi per pensare di resistere. Anche Juric lo sa. E di rimanere sulla sua panchina proprio non lo può promettere.