Redazione

Di nuovo, per l’ennesima volta. La sorpresa più grossa, è che la gente si continui a stupire. Zeman sulla panchina del Pescara, dolci ricordi per gli abruzzesi, che ultimamente si sono rassegnati. Terzo pareggio consecutivo in campionato. Ci può stare, se non fosse che in ognuna delle tre partite il Pescara si trovava in vantaggio. Con il Frosinone in casa gli uomini di Zeman comandavano il punteggio per 3-0 alla fine del primo tempo. Un vantaggio troppo limitato per poter stare al sicuro: partita che termina 3-3. Gara successiva contro la Salernitana: al 72′ il Pescara conduce per 2-0. Manca poco alla fine, ma conta poco: 2-2, con gol dei padroni di casa al 90+1′. Non c’è due senza tre: ieri sera, in casa contro l’Entella, i Delfini conducevano per 2-0 al 64′. Nel giro di cinque minuti gli ospiti hanno trovato il 2-2.

Storia recente

Divertente è divertente, se sei uno spettatore. Tifare una squadra che vede Zeman in panchina è un insieme di luci ed ombre. Forse nessun allenatore può regalare la velocità di gioco del boemo: non è un caso che venga soprannominato il Maestro. Il problema è che le partite finiscono al novantesimo. Poco importa la qualità dei giocatori a disposizione: la storia è sempre la stessa. L’ultima grande occasione di Zeman è stata la Roma. Nuovo ciclo per i giallorossi, gli americani si affidano al boemo. Bastano tre mesi per capire che tipo di campionato sarà. Fine settembre, la Roma gioca in casa contro il Bologna e conduce per 2-0: la partita terminerà 2-3. I tifosi sperano sia un caso, ma dovranno ricredersi. Di nuovo in casa, stavolta contro l’Udinese: Lamela sigla una doppietta, 2-0: Domizzi e due volte Di Natale ribaltano tutto, 2-3.

Il meglio del passato

C’è una gran parte di Roma nella carriera di Zeman. La partita più bella della storia tra Roma ed Inter lo vede, ovviamente, in panchina. Risultato finale? 4-5. La Roma giocava in casa. È l’Inter del fenomeno Ronaldo, stagione 98/99, secondo anno di Zeman con i giallorossi. Nove gol in novanta minuti, una media di un gol ogni dieci minuti. Una follia. Ronaldo porta in vantaggio l’Inter, Zamorano raddoppia. Totti accorcia le distanze, 1-2: sono passati appena 26 minuti di gioco. Ancora Zamorano, che ristabilisce le distanze: 3-1. Inizia il secondo tempo: Paulo Sergio sigla il 2-3, Delvecchio il 3-3. Sono passati meno di quattro minuti dall’inizio della ripresa. L’Inter reagisce e torna sopra nel punteggio con Ronaldo: 3-4. La Roma riparte e pareggia con Di Francesco. Non è ancora finita: su punizione Baggio mette in mezzo, stacca Simeone che sigla il definitivo 4-5.

Zeman è così, prendere o lasciare

Non esiste la via di mezzo: le squadre di Zeman giocano per segnare. Senza pubblico, il calcio conterebbe poco: il boemo prende il messaggio alla lettera e regala un intrattenimento unico. Alla guida della Lazio, il discorso non cambia, anche se con i biancocelesti è andata meglio: secondo posto della classifica nella stagione 94-95 e terzo nel 95-96. In Coppa UEFA contro il Tenerife la squadra perde 5-3 dopo essere stata in vantaggio due volte. Contro la Juventus in campionato perde 4-2 dopo essersi portata sul 2-0; accettabile, ma non nello scontro diretto per lo Scudetto.