Redazione

A squarciare la noia di un caldo weekend estivo ci pensa Zeman. Il Boemo è molto carico e si presenta al via della stagione 17/18 in sella al Pescara. Ma già prima dell’inizio delle ostilità, un’intervista al Corriere della Sera fa capire che lo spirito combattivo, nonostante i 70 anni compiuti a maggio, non ha alcuna intenzione di andare in panchina. E, come al solito, Zeman ne ha per tutti. Roma, Juventus, Milan, persino la Premier League, nessuno si salva dalla furia iconoclasta del vecchio guru, che ha ancora voglia di dire la sua.

Si comincia, ovviamente, dalla Capitale. Zeman continua la sua battaglia per Totti. E l’ex Capitano della Roma, che ha smesso alla soglia dei 41 anni, viene difeso a spada tratta dal suo tecnico preferito, quello che lo ha trasformato da fulgida promessa a campione conclamato. Totti, a detta del Boemo, non ha smesso. Lo hanno costretto. “Non ha scelto lui, lo hanno fatto smettere, è diverso. Altri hanno deciso che non doveva giocare più, purtroppo”. Il riferimento è chiaro, la dirigenza della Roma ha tutte le colpe per l’addio al calcio di Totti. Anzi, la dirigenza della Roma ha colpe su molto altro. Perchè, sempre per il Vangelo secondo Zdenek, la società è inesistente. E il presidente è assente.

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Zeman con Totti nella sua seconda esperienza in giallorosso

Non che questo sia un problema solo della Roma. Anche Milan e Inter finiscono nel tourbillon. Anche loro figlie di società dislocate all’estero, anche loro, per il Boemo, vittime di una confusione difficile da risolvere.All’Inter non si capisce chi decide, il magazziniere o chi?“. Frase che tra l’altro centra in pieno la situazione nerazzurra, tra le pretese e le direttive che arrivano da Nanchino e la loro applicazione dalle parti di Appiano Gentile. Bastian contrario fino in fondo, non apprezza a pieno neanche il faraonico mercato del Milan, paragonato a quello non molto organizzato della scorsa Inter.

Ma quando parla Zeman, ci si aspetta sempre qualcosa sulla Juventus. E naturalmente non si resta delusi. Allo Stadium “sarebbe normale intervenire, non giocare lì, almeno finchè verranno esposti due Scudetti in più di quanto dice l’albo d’oro ufficiale. E non c’è da stupirsi se anche in casa bianconera ci sono problemi. L’addio di Bonucci era da mettere in preventivo, perchè molti giocatori baciano la maglia, ma “a parte Totti, è tutto teatro. E infine l’affondo contro il nemico di sempre, Luciano Moggi, ora al lavoro in Albania, ma sempre sulla cresta dell’onda anche nel nostro paese. “Non capisco chi lo cerca. Pensano risolva i problemi. Ma per me ha fatto fallire tanti club“.

Moggi Calciopoli

Luciano Moggi e l’ex arbitro Racalbuto durante il Processo Calciopoli

Non mancano stoccate sul doping e su quello che poteva essere la sua carriera, ma Zeman non si dispera:Anche chi la pensava come me si è schierato con il sistema. Sono stato penalizzato sicuro, ma non mi pento. Avevo offerte da Real e Barcellona, ho deciso di fare altro. Sbandiera orgoglioso l’inserimento nella top 30 degli allenatori più importanti della storia stilata da France Football e ha qualcosa da dire anche al calcio inglese. Che va ringraziato, perchè tiene in piedi economicamente il football europeo, con i club d’oltremanica che acquistano bidoni in tutto il continente a prezzi fuori mercato.

Zeman è, come sempre, un fiume in piena, ma oltre alle parole ora dovrà far parlare i fatti. In questa stagione il Boemo tenterà una nuova scalata in Serie A con il Pescara, in una piazza che lo ama e che pochi anni fa già ha portato nella massima serie. E indipendentemente dalle simpatie o dalle antipatie personali, non si può che augurare buona fortuna a Zdenek Zeman. Perché un personaggio del genere, nel mondo del calcio, serve sempre.