Francesco Paolo Traisci

È stata annunciata come una svolta epocale nella disciplina dei trasferimenti dei giocatori di calcio professionistico. Dopo 18 mesi di contrattazioni, ecco il proclama: è stato raggiunto un accordo di ampia cooperazione fra la FIFA e la FIFPro, il sindacato dei calciatori. Fiato alle trombe! È stato compiuto un passo che segnerà una nuova era nei rapporti fra le varie componenti del calcio mondiale. In realtà si tratta piuttosto di un accordo programmatico, per annunciare la volontà di collaborare fra le due associazioni, un’intesa che più che su punti attuali si riferisce ad un lavoro che andrà fatto in futuro, al fine di migliorare la stessa governance del calcio mondiale ed in particolare i rapporti fra calciatori e club. In tal senso, è stata annunciata la volontà comune di proporre nuove regole per agevolare la risoluzione delle controversie economiche su stipendi ed in generale su somme non corrisposte dalle società ai propri tesserati.

Il sindacato dei calciatori si pone come interlocutore della FIFA

Con l’accordo, il sindacato dei calciatori ha trovato un palcoscenico più che qualificato per portare avanti le proprie battaglie a tutela dei diritti dei calciatori: direttamente in seno all’organo di governo del calcio. Si tratta  quindi più che altro di una legittimazione ad essere presente nel dibattito che gli viene direttamente dal Presidente della FIFA, Gianni Infantino, che l’ha scelto come interlocutore privilegiato per le nuove politiche di sviluppo del suo ente. Tanto che, nello specifico, è stato annunciato anche un accordo fra FIFA, FIFPro, ECA (l’ente presieduto da Andrea Agnelli, che rappresenta l’altra componente del rapporto lavorativo ossia i “padroni”) e le World League Forum (associazione anch’essa di recente nascita, che riunisce alcune, le più importanti, Leghe calcistiche professionistiche, ossia “gli organizzatori” delle competizioni nazionali, laddove nella FIFA siedono le Federazioni nazionali), al fine di dare impulso all’attività del comitato di recente creazione all’interno della FIFA stessa, lo Stakeholders Comitee. Questo, nelle intenzioni dovrebbe rappresentare il luogo di incontro e di scambio di opinioni fra le varie componenti del mondo calcistico, al fine di proporre alla FIFA soluzioni condivise da tutti al fine di risolvere i problemi di gestione del fenomeno calcio.

La FIFPro vuole tutelare i calciatori

Proprio in tale ottica, questo Comitato lavorerà per rivedere l’intero meccanismo dei trasferimenti dei giocatori professionisti, dopo che le precedenti iniziative in tal senso sono state fortemente contestate dallo stesso sindacato calciatori. Una riforma della normativa richiesta a gran voce dalla stessa FIFPro, che da anni si batte per un sistema più tutelante per i propri assistiti. La vicenda affonda infatti le radici all’inizio del decennio, allorquando la stessa FIFPro dichiarò ai quattro venti di essere fortemente insoddisfatta per il rapporto sullo stato della disciplina sui trasferimenti, prodotto da una società privata incaricata dalla stessa FIFA, che nelle proprie conclusioni ignorò completamente il punto di vista dei calciatori, che pur aveva richiesto e ottenuto. Da lì una denuncia della stessa FIFPro alla Commissione Europea, denuncia ora ritirata proprio perché la battaglia dei calciatori si sposta all’interno del sistema. Cosa ne verrà fuori? Vedremo all’esito dei lavori del Comitato. Nel frattempo la FIFPro ha già esternato alcuni proposte che intende portare sul tavolo di trattativa.

Le proposte del sindacato calciatori

Due per tutte: lo scioglimento del rapporto lavorativo per il mancato versamento di due mensilità di stipendio, mentre attualmente per ottenere lo svincolo il calciatore deve passare attraverso una complessa procedura che, oltre alla messa in mora formale della società inadempiente, coinvolge anche la Lega di appartenenza. Un altro punto all’ordine del giorno è una migliore definizione del diritto/obbligo di allenarsi del calciatore. In particolare nuove proposte per i cosidetti “fuori rosa”, per evitare che siano costretti ad allenarsi in situazioni di disagio, da soli, in strutture fatiscenti ed orari vessatori. Anche in questo caso, la proposta è che la sanzione per l’inadempimento della società ai propri obblighi di far partecipare il giocatore a sedute di allenamento regolari sia lo svincolo dello stesso calciatore. Il tutto nel rispetto dei diritti umani, che FIFA e FIFPro dichiarano a gran voce di impegnarsi a rispettare.

Si tratta solo di proposte… Ma di proposte rivoluzionarie! Come reagiranno le altre componenti del calcio? Attendiamo fiduciosi i nuovi sviluppi…