Francesco Paolo Traisci

A gennaio comincia una nuova fase di calciomercato. I tifosi attendono trepidanti i colpi di mercato delle proprie squadre! Ma sarà così? Già altre volte abbiamo spiegato i meccanismi del calciomercato e le formule con le quali i giocatori possono essere trasferiti da un club ad un altro con la cessione a titolo definitivo o temporaneo del diritto alle loro prestazioni sportive. Si chiama mercato di riparazione perché con nuovi acquisti le società cercano di migliorare l’organico a disposizione dell’allenatore per raggiungere i traguardi prefissati in estate o quelli che nel frattempo si sono prospettati.  E per i calciatori? Per loro c’è la possibilità di competere per nuovi traguardi ed eventualmente di riparare agli errori fatti in estate nella scelta del club in cui giocare, tanto quella di restare nel club in cui erano già quando poi hanno giocato meno di quanto sperato di andare altrove, quando non sono comunque stati apprezzati dal nuovo allenatore. E quindi si cerca di andare via, di accasarsi altrove. Ma siamo sicuri che sia sempre possibile?

I limiti ai trasferimenti dei calciatori

Non proprio! Esistono limiti ai trasferimenti sanciti dalla FIFA nei propri regolamenti. Limiti innanzitutto temporanei. Due sono i periodi di trasferimento: oltre a quello al termine della stagione vi è quello invernale, che deve iniziare dopo la metà della stagione (e quindi la fine del girone di andata) e non può durare più di 4 settimane. Fuori da questi due spazi non è possibile alcun trasferimento: sono possibili solo i tesseramenti di giocatori il cui contratto è scaduto (quindi giocatori senza contratto). Ma ci sono dei limiti anche per quanto riguarda i giocatori trasferibili. Infatti un giocatore non può essere tesserato per più di tre club nel corso della medesima stagione, ma è abilitato a disputare partite ufficiali solamente con due squadre. Quindi due sono i parametri: il tesseramento e le gare ufficiali disputate.

Facciamo un esempio: il giocatore Tizio è tesserato per la società X, all’inizio della stagione viene ceduto alla società Y. Non riuscendo a trovare spazio in questa ultima, nel corso del periodo di calciomercato invernale, viene ceduto alla Soc. Z. Potrà giocare solo se ha disputato gare ufficiali solamente con la squadra X o solo con la squadra Y, ossia se ad inizio stagione non ha disputato alcuna partita gara ufficiale con la squadra di origine, oppure, se ne ha disputata qualcuna, se non è sceso in campo con la seconda società. E ciò a prescindere dal tipo di trasferimento: in prestito o a titolo definitivo.Quindi chi è sceso in capo seppur per qualche minuto con entrambe le squadre, non potrà disputare alcuna gara ufficiale con nessuna ipotetica nuova squadra (ciò che evidentemente gli precluderà un nuovo tesseramento), come spiega bene il caso di Renato Sanches. Peraltro per cedere in prestito un giocatore che un club ha, a sua volta in prestito (evidentemente pluriennale), è necessario, oltre al consenso del calciatore, anche quello della prima società che è proprietaria del cartellino. Che complicazione!

Gennaio, il mese clou per chi è in scadenza di contratto

In realtà, il mercato di gennaio serve anche per un altro motivo. Sino al 31 dicembre i giocatori sotto contratto non possono avere alcun contatto nemmeno mediato con altre squadre. Secondo l’art. 95 bis n. 2 delle nostre NOIF (ma analogamente dispongono anche i regolamenti delle altre Federazioni nazionali) ai calciatori con contratto in scadenza a fine stagione sportiva:

a) fino al 31 dicembre sono vietati i contatti e le trattative dirette o tramite terzi con calciatori tesserati per altre società;

b) a partire dal 1 gennaio sono consentiti i contatti e le trattative tra calciatori e società, nonché la stipula di accordi preliminari.

Si tratta quindi di un periodo in cui i calciatori a scadenza possono legittimamente ed apertamente trovarsi una nuova squadra per la stagione successiva, oppure, con la prospettiva di liberarsi a fine stagione, accelerare i tempi e andare via subito nel mercato di riparazione, costringendo la squadra per la quale sono tesserati a cederli ad un prezzo assai minore rispetto al loro valore di mercato.

L’esito di tutti i movimenti poi dovrà essere riportato nelle liste (campionato e UEFA, se la squadra partecipa ad una delle due competizioni continentali), con le correzioni necessarie anche in quegli elenchi, ed in particolare quello dei 25 abilitati a scendere in campo nelle rispettive competizioni, sostituendo i giocatori ceduti con i nuovi o con quelli fuori rosa.  Riusciranno i dirigenti calcistici a migliorare le squadre, cedendo i giocatori scontenti o che non rientrano nei progetti tecnici dei loro allenatori o che in prospettiva vogliono liberarsi a parametro zero a fine stagione e acquistandone di migliori, più adatti al gioco dell’allenatore ed agli obiettivi della squadra? Questo è il sogno di ogni tifoso!