Francesco Paolo Traisci

Colpo di scena nella spinosa vicenda della commercializzazione dei diritti audiovisivi della Serie A! Al termine di una convulsa mattinata, l’annuncio: la Lega ha accettato l’offerta di MediaPro per l’intero pacchetto dei diritti audiovisivi per i prossimi 3 campionati. Beffate Mediaset, ma soprattutto Sky, che ha già annunciato battaglia sul fronte giudiziario. Ma su che basi? Ricapitoliamo le tappe di una saga di cui già abbiamo avuto modo di occuparci.

Al termine dello scorso campionato la Lega di Serie A, titolare dei diritti audiovisivi sul proprio campionato, incarica il proprio consulente, Infront, di elaborare la propria offerta dei diritti suddividendoli in pacchetti, in funzione delle squadre e delle piattaforme di trasmissione. Infront ha elaborato 5 pacchetti, 4 aventi ad oggetto le gare interne ed esterne di 8 squadre, scelte in modo assai cervellotico, con lo scopo di rendere appetibili tutti i pacchetti su 4 piattaforme differenti (satellitare, digitale terrestre, OTT e altri mezzi informatici), ed un quinto misto con le partite delle altre squadre da trasmettere su tutte le piattaforme. L’asta è andata deserta, in quanto nessuna offerta ha raggiunto la base d’asta prefissata.

Cinque broadcaster e…MediaPro

Dopo aver commercializzato in modo soddisfacente i diritti internazionali, all’inizio di gennaio la Lega ha diramato un nuovo invito a presentare offerte, aprendo quindi una nuova asta. Anche questa seconda asta, che ha visto comunque pervenire le offerte di 5 broadcaster e di un operatore indipendente, non è stata ritenuta soddisfacente tanto che la Lega, con il comunicato del 22 gennaio ha annunciato di aver deciso di procedere con trattativa privata, ossia con negoziazione singola con i 5 operatori che avevano partecipato all’asta al fine di ottenere quantomeno la cifra complessiva di 1 miliardo e 50 milioni.

È stata poi la stessa Lega ad annunciare che, qualora le trattative private non fossero andate a buon fine, si sarebbe riservata di valutare l’offerta presentata dall’intermediario indipendente, mettendo così una forte pressione sugli operatori (Sky e Mediaset in primis). Con MediaPro alla finestra ed il coltello dalla parte del manico, la Lega ha rapidamente portato avanti le trattative private con i singoli operatori, che si sono concluse con un nulla di fatto anche per l’intransigenza della Lega di modificare la composizione dei pacchetti, lasciando libera la Lega di avviare una trattativa privata con l’unico intermediario indipendente, MediaPro, che aveva formulato un’offerta per il pacchetto complessivo.

MediaPro ha vinto, ma come intermediario…

Evidentemente queste sono andate a buon fine perché quest’ultimo ha aumentato la propria offerta fino a raggiungere il minimo richiesto dalla Lega, ossia quel miliardo, 50 milioni e 1000 euro oggi ufficializzato per il pacchetto Global. Si tratta solo di aspettare i necessari passaggi presso l’AGCom, ossia l’Agenzia Garante per le Comunicazioni, e MediaPro sarà titolare di tutti i diritti. Ma non come operatore, come intermediario indipendente avendo partecipato alla gara riservata a questi ultimi, e dovrà quindi procedere ad una successiva commercializzazione in pacchetti, coinvolgendo gli operatori.

In pratica MediaPro ha semplicemente sostituito la Lega come titolare dei diritti, soddisfacendone le pretese economiche ed incaricandosi quindi della successiva suddivisione in pacchetti e vendita di tutti i pacchetti agli operatori. Ha quindi ha agito come un grossista: ha comprato in blocco, per poi rivendere, presumibilmente ai soliti operatori, traendone il suo tornaconto economico. Ma non potrà occuparsi della trasmissione direttamente su nessuna piattaforma propria (e nemmeno organizzarne una per conto della Lega stessa), perché altrimenti darebbe ragione a SKY che l’ha accusata di aver barato e di essere un operatore della comunicazione “travestito” da intermediario. 

…e ora, in teoria, dovrà rivendere i diritti

Non potendo quindi trasmettere direttamente nemmeno un numero limitato partite, ora MediaPro dovrà trovare a chi rivendere i vari pacchetti, tentando, come ogni buon intermediario, di guadagnarci, ma si dovrà andare, dato che il panorama degli operatori della comunicazione è abbastanza ristretto, inevitabilmente a scontrare con gli stessi operatori ai quali li ha sottratti oggi. Sicuramente la tranquillità e la professionalità sinora mostrate indicano che ha parecchi assi nella manica, ma d’altro lato gli operatori di comunicazione che si sono visti sfilare una torta che si dividevano da anni con lauti guadagni non sembrano disposti ad alzare bandiera bianca e sembrano pronti a dare battaglia su tutti i fronti. La partita sembra tutt’altro che conclusa! Ne vedremo delle belle!