Francesco Paolo Traisci

Commissario sì, commissario no, commissario mah. Ancora strascichi della sconfitta contro la Svezia! Dopo le dimissioni del Presidente Federale, Carlo Tavecchio, ci si interroga sul futuro del calcio italiano e qualcuno, all’interno del CONI (ma non solo) suggerisce una via per uscire dalla confusione generale: il commissariamento della FIGC. Ma su quali basi? Vediamo di fare un po’ d’ordine fra gli urli della piazza.

Si può commissariare la FIGC?

Il Consiglio direttivo del CONI può in effetti procedere al commissariamento di una Federazione, essendone legittimato ai sensi dell’art. 6 e-ter dell’ultimo decreto legislativo che ne ha operato il riordino (meglio noto come Decreto Pescante) e dell’art. 6 n. 4 lett. f1 del suo Statuto. Articolo che attribuisce al Consiglio Direttivo la facoltà di deliberare “su proposta della Giunta nazionale, il commissariamento delle Federazioni sportive nazionali o delle Discipline sportive associate, in caso di gravi irregolarità nella gestione o di gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi, ovvero in caso di constatata impossibilità di funzionamento dei medesimi, o nel caso in cui non siano garantiti il regolare avvio e svolgimento delle competizioni sportive nazionali”.

Ma dove sono le gravi irregolarità nella gestione o le gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi? Nulla di dimostrato, per ora. Allo stesso modo non sembra che l’avvio ed il regolare svolgimento dei campionati di calcio non siano stati garantiti, o che non lo saranno in futuro. Ed allora su quali basi il commissariamento? Rimane invero una ultima possibilità ai sostenitor: l’impossibilità di funzionamento” degli organi direttivi della Federazione”. Ma deve essere, secondo la lettera della norma, constatata. Sino ad ora, seppur in modo claudicante in attesa di completare la propria composizione con i rappresentanti delle Leghe di A e di B non ancora designati, il Consiglio Direttivo della FIGC ha funzionato, prendendo anzi importati iniziative come ad esempio relative alla riforma degli Statuti delle Leghe di Serie A e di Serie B.

Attualmente però, dopo le dimissioni del Presidente, l’intero Consiglio è decaduto ai sensi dell’art. 3, comma 6 delle NOIF, in virtù di una regola, spesso applicata nel diritto societario denominata, simul stabunt simul cadunt. Quindi sarà necessario procedere a nuove elezioni, in attesa delle quali solo l’espletamento dell’ordinaria amministrazione è garantita in prorogatio dal Presidente federale e dal Consiglio federale. Ed è sul futuro che si addensano le nubi…

Dalle elezioni dovranno uscire il Presidente Federale ed i Consiglieri

In base allo Statuto il Presidente viene  votato dall’Assemblea, alla quale partecipano tutti i presidenti delle tre leghe professionistiche (o i loro rappresentanti), 90 delegati della LND, oltre a 52 delegati dei calciatori, 26 dei tecnici e 9 degli Arbitri. Si troverà rapidamente una convergenza su di un nome? Vedremo anche se per ora non è spuntato nessuno!

Ancor più complicata è la questione del Consiglio Federale: quest’organo si compone, “senza possibilità di delegare ad altri la partecipazione”, oltre al Presidente federale, di diciannove componenti eletti in numero di:

a) sei dalla Lega Nazionale Dilettanti, ivi compreso il Presidente della Lega;

b) sette dalle Leghe professionistiche, ivi compresi i rispettivi Presidenti, ripartiti in numero di tre per la Lega Nazionale Professionisti Serie A, uno per la Lega Nazionale Professionisti Serie B, tre per la Lega Italiana Calcio Professionistico;

c) quattro atleti e due tecnici”, secondo il testo dell’art. 26, comma 1 dello Statuto.

Si pone qui il primo problema: alcuni consiglieri sono membri di diritto, come i Presidenti delle 4 leghe, mentre gli altri sono eletti dall’Assemblea su designazione delle rispettive Assemblee di Lega, comunque “prima della data fissata per lo svolgimento dell’Assemblea federale elettiva secondo i regolamenti elettorali emanati rispettivamente dalle Leghe e dalle associazioni rappresentative delle Componenti tecniche (inviati al Consiglio Federale, che valuta, per l’approvazione, la conformità alla legge, alle disposizioni del CONI e della Federazione). Tutto ciò a norma del 4 comma dello stesso articolo 26. L’art. 4 delle NOIF aggiunge che per la votazione dei 6 componenti della LND, “le Assemblee delle Divisioni Interregionale, Calcio Femminile, Calcio a Cinque e dei Comitati Regionali della stessa propongono ciascuna due candidature”.

Il futuro della FIGC passa dalle elezioni della Lega di A

Per le elezioni dei membri del Consiglio Federale è quindi necessario che ciascuna componente si muova rapidamente.  Se il rappresentante della LegaPro è il suo presidente, che peraltro fa parte dei Consiglieri oggi dimissionari, la Lega di B, si è appena messa in regola provvedendo all’elezione del suo Presidente. E quella di Serie A? Riuscirà nell’assemblea convocata per lunedì 27 novembre ad esprimere un proprio Presidente? Ed i propri consiglieri di Lega? E quelli degli altri due nomi che la rappresenteranno nel Consiglio federale? Infatti dal 7 novembre scorso, l’Assemblea di Lega ha quantomeno approvato il nuovo Regolamento in base al quale si voterà per un Consiglio in composizione diversa rispetto al passato. Attualmente sarà necessario eleggere, oltre al Presidente anche 1 A.D. 5 consiglieri di Lega e due rappresentanti al Consiglio Federale.

Saranno in grado i Presidenti di Serie A di trovare l’accordo sulle 9 figure richieste (o anche solo su 7, essendo caduta la preclusione per la quale chi ha la carica di consigliere di Lega non può rappresentarla in seno al consiglio Federale). Il tempo per gli accordi stringe… Da questo dipende probabilmente tutto il futuro prossimo della governance del nostro calcio.

Se al momento quindi il Commissariamento può sembrare una forzatura, qualora, dopo un ragionevole lasso di tempo, il Consiglio non si sarà ancora ricomposto e quindi potrà garantire solamente lo svolgimento dell’ordinaria amministrazione, ovvero non ci sarà ancora un Presidente della Federazione, allora sì che il Commissariamento sarà più che giustificato. Si tratta allora, per i fautori del Commissariamento, semplicemente di fare come i cinesi: sedersi sulla riva del fiume ed aspettare. Qualcosa passerà!