Francesco Paolo Traisci

Diciamolo subito: siamo favorevoli al progresso ed all’ingresso della tecnologia… Ben venga quindi il VAR. Ma alcuni recenti errori chiedono di mettere meglio a fuoco tutto il sistema. Non crediamo certo alle teorie complottistiche e ad arbitri in malafede e proprio per questo sembra necessario vedere gli errori fin qui fatti e tentare di correggerli. In verità, il problema vero non sta nel sistema stesso, ma nel modo di usare la tecnologia del VAR. La macchina vede meglio dell’uomo e quindi l’uomo deve chiedere il suo ausilio a scanso di ogni equivoco!

L’interazione tra arbitro e VAR

Ma come funziona oggi l’interazione fra l’arbitro ed i suoi colleghi del VAR? Male, a giudicare dai recenti casi in cui l’arbitro non ha voluto dar seguito alle sollecitazioni dei suoi collaboratori davanti ai monitor. Attualmente è un suo diritto: non solo ha l’ultima parola e quindi decide, ma può anche decidere di non approfondire e di non mettere nemmeno in discussione la sua decisione. Infatti, può, come pare sia effettivamente avvenuto, semplicemente ignorare i richiami del VAR ed andare dritto per la sua strada. Con decisioni che mostrano una eccessiva sicurezza di sé, quasi ai limiti della presunzione. Perché non cercare conferme nella tecnologia? Perché non essere pronti ad un passo indietro se la tecnologia ci dimostra inconfutabilmente che ci sbagliamo?

L’arbitro deve sicuramente dimostrare di avere carattere e personalità, ma la personalità non si dimostra rimanendo ciechi ai richiami degli altri! Nella vita bisogna andare avanti! Come ogni esperimento, quello del VAR è sicuramente perfettibile, non tanto migliorando la tecnologia ma migliorandone l’uso. L’ho scritto qualche settimana fa ed oggi lo ribadisco! Il problema anche nell’uso del VAR è un problema di discrezionalità, che sfocia nell’arbitrio (dell’arbitro). Ed allora, pur lasciando all’arbitro l’ultima parola nella decisione, bisognerebbe comunque costringerlo ad approfondirla con l’uso della tecnologia.

Le soluzioni per un utilizzo migliore della tecnologia

Un primo modo potrebbe essere quello di non consentirgli di ignorare i richiami del VAR quando questi gli provengono. Deve comunque fermarsi e vedere l’azione incriminata! Se poi rimane sulla sua decisione sarà un suo problema e se questa decisione è sbagliata tutti si potranno fare un’opinione sulla competenza del suo operato.

Un secondo modo potrebbe essere quello di dare ai danneggiati la facoltà di costringerlo a vedere meglio. Il capitano della squadra o l’allenatore potrebbero richiedere l’ausilio del VAR per l’azione incriminata. Ma si potrebbe dire: “allora le partite durerebbero troppo, se per ogni contestazione ci si può fermare a rivedere l’azione”. Ed allora questo diritto potrebbe essere limitato ad un numero ragionevole di chiamate per ogni squadra, facciamo due ad esempio.

Tutto ciò per non sprecare quanto di buono c’è stato con l’ingresso della tecnologia nel calcio: un esordio difficile, ma sicuramente positivo.