Marco Piccari

Quello che potremmo fare io e te, senza dar retta a nessuno senza pensare a qualcuno. Quello che potremmo fare io e te, non lo puoi neanche credere.

Qualcuno racconta di aver sentito ieri cantare a Simone Inzaghi questo brano, di Vasco Rossi, al termine della partita. Un dichiarazione d’amore alla sua Lazio. Naturalmente stiamo scherzando, però che cosa potrà fare in questa stagione Inzaghi con la sua Lazio? Intanto qualcosa ha già fatto, una Supercoppa vinta contro i campioni d’Italia. E poi questa vittoria netta, schiacciante e dirompente contro il dream team da sogno allestito in estate dal Milan. Una vittoria dove c’è molto del lavoro di Inzaghi. Questa squadra ha una forte identità, è un gruppo che lui ha costruito facendo sempre sentire la sua presenza. Basta vederlo in campo: urla, si sbraccia è un martello e poi tatticamente trova sempre la giusta soluzione.

Mancano Anderson e Nani, bravi nel far ripartire la squadra, ma lui non si scompone, mette Leiva, Parolo e Lulic a fare un grande lavoro di quantità e poi libera Milinkovic-Savic e Luis Alberto ( oggi giocatore rigenerato). La loro forza e qualità diventa devastante e il resto lo fa Immobile che manda in tilt la difesa rossonera. A proposito di canzoni e di Vasco Rossi, Bonucci e compagni sembravano quattro amici al bar… Inzaghi intanto continua ad avanzare, nello spirito, nella determinazione e nell’idea di calcio sembra avvicinarsi ad Antonio Conte. Quello che potranno fare lui e la Lazio è tutto da scrivere, ma Simone ora merita considerazione.



Che domenica bestiale, la domenica con te, ogni tanto mangio un fiore…

La domenica di Fabio Concato era sicuramente più romantica, quella invece di Montella contro la Lazio non è stata una giornata galante. Al posto dei fiori Vincenzo ha trovato le spine di quattro rose che gli hanno fatto recapitare Simone Inzaghi e la Lazio. Male, anzi malissimo il primo scontro diretto del Milan da sogno con una delle pretendenti per la zona Europa. Il dream team è durato appena 10’; squadra senza identità, molle nella testa e nelle gambe.

Una brutta figura, ha detto Bonucci, ma ora proprio lui e altri giocatori di esperienza devono aiutare Montella a fare diventare il Milan una squadra. Chi è stato pagato tanto deve fare sentire il suo peso in campo e fuori. Per il tecnico è stata una domenica bestiale, però ora non si esageri con le sentenze, del resto queste difficoltà erano da mettere nei conti. Adesso inizia la seconda fase della costruzione del Milan, ossia mettere insieme i giocatori e creare un gruppo. Meglio pensare positivo, come cantava Jovanotti, per poter vivere delle domeniche bestiali con fiori senza spine.