Marco Piccari

La voglio in faccia la verità e se sarà dura,  la chiamerò sfortuna. Maledetta sfortuna…

Pensando alla Lazio viene in mente questo brano di Vasco Rossi. Che sfortuna perdere 4 giocatori , di cui 3 in difesa, nella stessa partita. Una situazione che ha costretto Inzaghi a modificare la Lazio rispetto a quella scesa in campo a inizio gara. Una metamorfosi che ha spalancato la strada al Napoli, che nel secondo tempo ha azzannato gli uomini di Inzaghi schiantandoli. Maledetta sfortuna, maledetta sfortuna. Ma veramente è stata solo sfortuna? Qualche dubbio, pur riconoscendo alla Lazio la capacità di giocare un ottimo primo tempo, è anche lecito. Quando vanno out de Vrij e Basta non può bastare la sfortuna per spiegare tutto.

L’olandese, giocatore straordinario che fa reparto da solo, non è ancora al meglio e quindi non può giocare ogni tre giorni. Dusan Basta, non più giovanissimo e spesso soggetto a infortuni, non può scendere in campo con molta frequenza. Inoltre anche Bastos, nel recente passato, ha mostrato qualche problematica fisica. Al netto di tutto questo, non è pensabile affrontare una stagione così impegnativa ignorando queste situazioni. Alcune problematiche in difesa erano già note e la richiesta del tecnico Inzaghi di avere il sostituto di Hoedt imponeva una maggiore riflessione. Davanti a tutto questo parlare di sfortuna sembra troppo semplice e riduttivo. Meglio cantare a qualcuno… Non cambi mai, non cambi mai. Parole, parole… 

O mamma mamma sai perché mi batte il corazon ho visto Maradona  e mammà innamorato son

Così cantavano i tifosi del Napoli qualche anno, fa quando esaltavano le giocate del più grande calciatore di sempre. Ora il coro può essere adattato a Mertens. Il gol realizzato dal belga contro la Lazio ha fatto rivivere le magie del ‘Pibe de oro’. Un affresco che merita di entrare nella grande galleria del calcio. Il piccolo bomber si è travestito da Diego e con il destro ha segnato un gol meraviglioso. Una rete destinata a rimanere nel tempo come quelle di Maradona. Un accostamento che è possibile solo per la modalità della rete segnata. Per il resto Diego rimane unico e inarrivabile e per questo ci perdonerà se per una volta cantiamo quella canzone non con il suo nome, ma con quello di Dries Mertens.