Marco Piccari

di Marco Piccari “ C’è qualcosa che non va, c’è qualcuno che non sa…” come cantava Vasco Rossi “C’è chi di dice no”. Ci sarà sempre qualcuno che troverà un se, un ma e un no, ormai questa è una pratica molto diffusa. Pazienza!! Però questa volta non c’è niente che non va: il VAR funziona e anche bene. Puntuale e rapido, ma il bello non è solo questo. Infatti oltre a dare un valido aiuto all’arbitro, al momento sembra aver eliminato le scene da far – west che spesso abbiamo visto dopo una decisione dell’arbitro. Questa è già una prima vittoria per la tecnologia VAR, certo la vera prova saranno test importanti come i derby e le partite calde ( vedi Roma –Inter della seconda giornata) ma alla prima il bilancio è tutto sommato positivo nonostante qualche sbavatura. Positivo anche l’atteggiamento dei tifosi che hanno aspettato e accettato le decisioni. Le polemiche non sono mancante e quelle ci saranno sempre, il VAR non può portare la cultura sportiva troppe volte assente nel calcio italiano. La speranza è che il tempo possa aiutare a capire. Intanto le chiacchiere da BAR sono già iniziate, anche per quelle il VAR può ben poco.

 

Qualcosa non va nelle romane. Certo è troppo presto per giudicare ma dopo i primi 90’ qualche domanda è lecita farla. La Roma contro l’Atalanta ha vinto in un campo difficile, in pochi passeranno a Bergamo, con una qualità di gioco alquanto discutibile. Esaltante solo la qualità balistica di Kolarov, l’ex laziale con un sonetto balistico ha regalato tre punti pesanti. Contro l’Inter dell’ex Spalletti, servirà molto di più per mettere in difficoltà i nerazzurri che a livello di gioco hanno già le idee più chiare. Poco idee, invece, per la Lazio che sbatte contro la neo promossa Spal. Come l’anno scorso la squadra di Inzaghi ha palesato le stesse difficoltà quando è chiamata a fare la partita. Poco movimento senza palla e con i giocatori sempre ad aspettare il pallone tra i piedi. “ Qualcosa non va” e il mercato non può essere la sola spiegazione.
“ Qualcosa non va” anzi più di una cosa, in quei giocatori che, in questi giorni di calcio mercato, mandano certificati medici accusando problemi psicologici perché non contenti delle trattative. Una vergogna! E una mancanza di rispetto verso chi ha veramente questi problemi che possono limitare la vita di una persona. Moda ridicola. Fermateli!!!!