Stefano Impallomeni

E arrivò lo strappo in alta quota. Prima del Natale, Napoli e Juventus si concedono un allunghetto e vincono aprendo un piccolo solco. Sono due vittorie importanti e abbastanza significative. Emerge il quadro di inizio stagione. Saranno loro, quasi sicuramente, a giocarsi il titolo.

Napoli e Juventus, due verso il traguardo?

Sarri ritrova una squadra battagliera. La Sampdoria spaventa, ma stavolta riaffiorano le vecchie memorie virtuose. Insigne è l’uomo che stravolge, fiondando un talento offensivo che ritrova l’assistenza di Mertens e le stoccate di Hamsik, il quale entra nella storia del club. Lo slovacco con 116 reti supera Maradona. È il traguardo superato che sintetizza il momento. Il Napoli mai come quest’anno è in corsa per vincere anche se la favorita è la solita fisica, tecnica, furba Juventus.

La squadra di Allegri aggira una Roma valida che sbatte il muso in un finale palpitante. Schick fa tremare l’Allianz Stadium nel finale fallendo la palla del pareggio. Sarebbe stato il risultato più equo, ma i campioni d’Italia si prendono i tre punti con i denti, e senza distrazioni, grazie a Benatia che risolve in mischia un calcio d’angolo. La Juventus resta la squadra da battere. Allegri dimostra ancora una volta di essere il migliore. In ogni sua gestione si intuisce un attento lavoro, le scelte sono sempre sensate. Si giustifica l’esclusione di Dybala la cui assenza non si percepisce. È tornato il blocco insuperabile, agonisticamente unico nel nostro campionato. Tornano corsa e duttilità. La Juventus gioca un calcio europeo, maturo, ha una rotondità impareggiabile di fare la partita. La flessibilità di Allegri nel cambiare e abbracciare nuovi modi di stare in campo denotano un’intelligenza viva. Nessuno è sul pezzo come lui.

schick roma

Schick e Benatia durante Juventus-Roma

La Roma è quadrata, ma soffre di variazioni di tema. A livello offensivo soffre e non si scorgono trame significative. Il potenziale è enorme e non si può non migliorare. La verticalità del gioco sta diventando un problema. Si spreca troppo per quanto si crea. Dzeko tornerà a segnare e Schick, nonostante l’errore fatale, ha prospettive di grande calciatore. Semmai, il paradosso è in difesa. È il miglior reparto del campionato ma si prendono troppi gol su palla inattiva. Urge un rimedio. Comunque, in sintesi, la Roma ha fatto un passo avanti rispetto al passato. Ha tenuto testa alla squadra campione giocando come nessuno e trasmettendo competitività. Ma attenzione: Sassuolo e Atalanta in casa sono impegni più difficili di quanto si possa immaginare.

Milan e Inter, triste Natale

Sarà un Natale triste anche per Inter e Milan. Icardi sbaglia e non si vince. Non è un caso. Spalletti torna nelle retrovie dopo aver assaporato la vetta che era oggettivamente troppo per una squadra che, a parte un buon impianto, si sorregge su iniziative personali. Perisic e Candreva sono le rotelle preziose dei meccanismi. I loro umori possono dare lo scarto di una differenza positiva o negativa. Non sono calciatori facili da allenare. Hanno strappi da campioni ma anche pause preoccupanti.

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Icardi si dispera dopo il rigore sbagliato

Gattuso è invece già prigioniero del suo sogno. Il Milan tradisce solennemente. La Dea, l’Atalanta, passa agevolmente. È un calvario senza soluzione di continuità. Il problema è di principio. Non si capisce perché non si possa costruire una squadra in maniera diversa, senza fanfare e cercando una via meno spettacolare. Le campagne acquisti e cessioni non sono riffe miracolose. Il Milan ha due giocatori oltre la media. Sono Suso e Bonaventura. Il resto non si riesce a farlo convivere. È una sorta di cubo di Rubik. Si cambia e si ricambia ma la soluzione non arriva mai. Il derby di Coppa Italia potrebbe dare un senso a una stagione che appare più anonima delle altre.

La Lazio, infine, travolge il Crotone nella ripresa. Inzaghi ha creato plusvalenze tecniche e tattiche. Ogni giocatore è meglio di se stesso rispetto all’anno scorso. Altro che crisi del secondo anno. La Lazio è continua, ha una mentalità importante. Combatte ogni giorno contro i suoi limiti non dimenticando le sue virtù. Sabato, a San Siro contro l’Inter, la Lazio è in grado di fare risultato.