Stefano Impallomeni

Non ci sono variazioni di tema, ma soltanto conferme. Lassù in alto si viaggia a ritmi incontenibili e le prime volano migliorando se stesse. È l’Inter di Spalletti, in attesa di Verona, quella che ha fatto la plusvalenza migliore: 12 punti in più conquistati rispetto allo scorso campionato in questo momento della stagione. Poi il Napoli di Sarri a +11, la Lazio di Inzaghi a +7, mentre la Juve e la Roma a +1 mantengono i vecchi rendimenti. Non ci sono sobbalzi, nessuna sorpresa. Allo stato attuale delle cose c’è un dominio racchiuso a cinque squadre, a pochi punti di distanza, a pochi dettagli di differenza. È un fatto inedito e intrigante. Non c’è più una diarchia, ma una maggioranza simile non del tutto prepotente.

campionato napoli

Il Napoli tiene botta, ma dietro in maniere diverse non molla nessuno. La Juventus risorge alla sua maniera, sbancando San Siro con due gol strepitosi di Higuain (chi ha detto crisiiii?) e senza subire reti. Allegri ritrova rabbia, condizione, mentalità ed equilibri. La vittoria sul Milan assomiglia per certi versi a quella dello scorso anno con la Lazio in casa. Può essere un punto di ripartenza velenoso e significativo, in ogni caso sono tre punti che si traducono in un messaggio ai naviganti e agli aspiranti campioni. Il Napoli va avanti, ma stavolta nessun lampo e tanta sofferenza. Il Sassuolo con Sensi e Consigli si fa due gol, il turnover non aiuta, Chiriches non è Koulibaly. Sarri sa che senza titolarissimi e con un’oggettiva stanchezza si fa dura. Due reti su tre sono arrivate da palla inattiva. Anche questo un altro segnale.

La Lazio sommerge il Benevento. È un allenamento che fa bene al fisico e alla testa. Si entra in campo non sottovalutando nulla. La Lazio, al momento (e sottolineamo al momento), è una squadra senza limiti. Può giocarsela con tutti e può vincere contro tutti, Juve e Napoli compresi. La Roma avanza con il minimo scarto. Sette partite senza subire reti. Sembra un difetto, ma al contrario è una virtù. Di Francesco ne cambia otto e il gruppo non fiata. Chi gioca, chi entra e chi esce dimostra di stare sul pezzo. La Roma ha la miglior difesa del campionato, ma serve migliorare la fase offensiva perché, statistiche a parte, è con i gol fatti che si va lontano e fino in fondo.

BIG FIVE, MA È HIGUAIN IL PIU’ FORTE DI TUTTI

Già, fino in fondo per giocarsi lo scudetto con le reti dei bomber. Non è un caso, infatti, che in testa alla classifica dei marcatori ci siano loro. Immobile, Icardi, Dybala, Mertens e Dzeko. I super big, i super five. Dai 14 centri di Immobile ai 7 di Dzeko c’è l’imbarazzo della scelta. Ognuno è forte in relazione alle proprie caratteristiche. Immobile, 19 gol stagionali compreso quello messo a segno con la nazionale ad Israele, ha mobilità da grande attaccante. Tagli, corse con e senza la palla, tempo giusto. Davvero formidabile, come lo è Icardi dentro l’area di rigore senza imitazioni.

Immobile festeggia con i tifosi

Mertens sta imparando a tenere il centro dell’attacco sempre meglio. Il belga ha capito bene il ruolo del centravanti, dove a volte occorre una corsa in meno e un piazzamento migliore nel ricevere un assist o nell’assistere un’azione decisiva. Dzeko è invece unico nel fare e concludere il gioco. Ha una memoria di movimenti completi, sa dare i tempi alla squadra, la fa salire e sa fiutare le traiettorie giuste per piazzarsi dentro l’area di rigore, dove di solito in carriera ha colpito più volte.

Detto questo, tra cinque splendidi interpreti, cinque attaccanti prolifici e importanti, scelgo ancora Higuain. È lui il bomber dei bomber. L’argentino ha segnato sei reti, ma non conta. Conta la sua presenza, il suo spessore, la sua esperienza e le sue doti che sono una perfetta sintesi di chi gli sta davanti in classifica. Sarà lui, nel bene o nel male, a decidere il destino della Juventus e della lotta per lo scudetto.