Stefano Impallomeni

Inno cantato a squarciagola. De Rossi e Buffon che si guardano gonfi di grinta e si danno la mano. A vederli, gli azzurri promettevano altro e invece abbiamo veduto poco, quasi nulla. Sempre all’inizio, le immagini tv vanno su Ibrahimovic in tribuna. Un brivido scorre dietro la schiena. È il presentimento che non avremmo mai voluto avere. Vuoi vedere che la Svezia ci batte? Così è stato. Un risultato amaro e giusto. Inutile prendersela con l’arbitro e per alcune scorrettezze degli avversari. Un palo di Darmian e qualche timido tentativo non fanno grande testo. 

La sceneggiatura azzurra non ha un filo conduttore, non c’è un regista lucido fuori dal campo. Il CT delude. Non rischia di vincere e perde per un’autorete sfortunata di De Rossi. Ventura appare in confusione e chiama a raccolta il pubblico di Milano, lunedì prossimo, dove ci giocheremo non soltanto il mondiale, ma anche l’onore. Si possono discutere i moduli, ma non si può giocare in questo modo. Manovra lenta, Verratti irriconoscibile. De Rossi e Parolo inghiottiti da un modo di stare in campo discutibile. Insigne, poi, buttato nella mischia nel finale, fotografa meglio la situazione. È il grido di dolore, della disperazione. Non ci sono idee, non c’è squadra. Ogni giocatore è il simulacro di se stesso.

Manca la testa più delle gambe, anche se la fisicità degli svedesi fa una differenza notevole. Forsberg è un potenziale fenomeno. Gli azzurri cadono in errori banali e cedono alle provocazioni, quando serviva mestiere ed esperienza. Doveva essere la partita dei senatori, è stata la serata di Johansson, un panchinaro, entrato nella ripresa al posto di Ekdal, scuola Juve e un passato non certo memorabile nel nostro campionato. Siamo entrati nel tavolo pericoloso dell’azzardo, in quella roulette russa in cui tutto può succedere. A San Siro serve una rimonta. Chi l’avrebbe detto.

Ventura non avrà Verratti squalificato, ma ha a disposizione un sistema di gioco, il 4-3-3, e uno come Florenzi, che deve giocare. Ventura decida senza esitazioni. Senza farsi condizionare dai giudizi che non possono non essere negativi. Ma ricordiamoci anche che la nazionale fa fatica non da stasera, ma da quasi 8 anni. Nel 2010 e nel 2014 al mondiale due figure peggiori di questa. Qualche sussulto in mezzo con Prandelli a Euro 2012 che ci ha fatto sognare e in Francia nel 2016, quando Conte ci ha restituito orgoglio e umiltà. Ventura faccia qualcosa da CT. Ci tiri fuori dai guai e scelga bene. L’Italia deve andare al mondiale. In ogni modo, altrimenti sarà un fallimento senza precedenti.