Stefano Impallomeni

E alla fine giunse l’esonero. Avanti con Ringhio, Montella se ne va. Il Milan, con colpevole ritardo, accentua la filiera degli errori, alcuni dei quali davvero evitabili. La generosa campagna acquisti, puntata sull’all-in Bonucciano, aveva entusiasmato fin troppo.

Milan e Montella, la resa dei conti

La resa dei conti lascia macerie e la solita incompiutezza. Il consuntivo è impietoso e confuso, un triste bilancio molto veloce e negativo in cui le decisioni tardive della dirigenza non hanno fatto bene a un ambiente così carico di gloria e di trofei. Montella avrà avuto le sue colpe, non c’è dubbio, ma nel Milan, non solo quest’anno, sono state di più le spine delle rose. Gli allenatori sempre sulla graticola, uomini avvisati e mai salvati del tutto. La storia ci racconta una sequenza simile alquanto impressionante. Seedorf, Inzaghi, Mihajlovic, Brocchi e per finire Vincenzino, quasi tutti affondati. Com’è possibile? È un caso?

È soltanto frutto dell’incapacità individuale dei tecnici? Non crediamo che tutto possa ricondursi a una scelta, a un modo di allenare, a un solo uomo. Quando si arriva a questo punto, il fallimento è collettivo e la colpa è di tutti, in particolare della dirigenza che avrebbe dovuto capire come costruire una rosa senza spine e decidere come proseguire il cammino con un allenatore scelto veramente e non sopportato. Questo Milan non ha scelto Montella e lo ha sollevato dall’incarico adesso dopo non averlo mai davvero stimato fino in fondo. Montella, però, c’ha messo tanto del suo. Il Panettone è di Rino Gattuso. Buona fortuna.

Napoli-Juventus sarà una serata per cuori forti

È stata la giornata delle conferme. Inter, Napoli e Juventus vincono, le romane frenano sul VAR. Venerdì Napoli-Juventus non sarà decisiva ma ci dirà molto. Se il Napoli dovesse vincere il distacco sarebbe importante e aprirebbe un duello nuovo con un’Inter diventata squadra dopo le “ fortune” iniziali accumulate tra VAR e altro. La lotta al vertice è entusiasmante. Napoli e Inter stanno viaggiando a ritmi infernali. + 13 del Napoli e +15 dell’Inter rispetto allo scorso campionato. Juventus e Roma sono più o meno le stesse della passata stagione. La squadra di Allegri ha fatto un punto in più, quella di Di Francesco due. Al San Paolo sarà una serata per cuori forti.

Il Napoli è in un momento particolare. Vince da grande squadra, scopre il sacrificio , la sofferenza. Ha fatto 5 reti in meno e ne ha subite 5 in meno rispetto alla Juve. Al di là dei 4 punti di differenza, siamo lì. La Juve distribuisce meglio le reti che segna. 12 marcatori diversi sulle 40 realizzate. Dybala e Higuain fanno 20 gol insieme, una rete in più del tridente Mertens-Callejon-Insigne. È un dato da non sottovalutare in vista di una sfida che potrà agevolare l’Inter e la Roma. Spalletti ha Icardi, Di Francesco ha una difesa di ferro e una partita ancora da recuperare.

De Rossi ha sbagliato, ma non è un mostro

Infine, una breve considerazione su De Rossi. Il capitano della Roma ha sbagliato, chiedendo scusa a tifosi e compagni. Nella complessità dei numeri, 429 partite in campionato, si scorgono 6 cartellini rossi diretti, 9 complessivi in serie A, 13 espulsioni in giallorosso, 15 in carriera comprese quelle due in nazionale su 117 incontri disputati. De Rossi è così. Con i suoi pregi e i suoi difetti: se non avesse avuto questo tipo di carattere, non sarebbe stato probabilmente De Rossi. Non si giustifica il suo gesto, ci mancherebbe, ma Lapadula che si comporta in quel modo non è stato un buon esempio di lealtà sportiva. Analizziamo le partite, tante, moltissime, di De Rossi e facciamo un conto. De Rossi ha commesso tanti falli, è andato oltre in alcune circostanze, ma non facciamo demagogia e giustizialismo sommario. De Rossi ha sbagliato, ma non è il mostro da consegnare al pubblico ludibrio.