Stefano Impallomeni

Lo scudetto si è trasformato in un rebus di difficile soluzione. All’inizio pensavamo di piazzare l’accoppiata annunciata per una conseguenza storica e per gli organici importanti. Juventus e Napoli davanti, e poi il resto a far da cornice. Ora, al contrario, si scopre un traffico mai visto. Il quadro è l’Inter e il resto, Napoli e Juventus, insegue, a un passo, a due e poi – a pochi punti di distanza – le romane, che tengono testa grazie a guide sicure e motivate. È davvero una bella lotta, se non altro interessante, che ci ridà entusiasmo. Una corsa inconsueta e molto atipica. È un equilibrio nuovo in cui ci sono tre squadre (Inter, Napoli e Roma) che hanno la miglior difesa e una sola, la Juventus, che ha il miglior attacco.

In Europa i migliori attacchi sono le migliori difese

Le differenze sono sottilissime e difficilmente riscontrabili negli altri maggiori campionati europei, perchè il City, il Paris Saint Germain e il Bayern sembrano avviate a un quasi sicuro trionfo. In Inghilterra Guardiola vive sonni tranquilli. Undici punti di vantaggio sullo United di Mourinho sono una polizza per la vittoria finale. In Francia anche Emery non sembra un uomo in pericolo, con nove punti in più sul terzetto composto da Lione, Monaco e Marsiglia. Senza dimenticare che in Germania Heynckes è tornato il ragioniere produttivo che si conosceva. Il suo Bayern governa con otto lunghezze di vantaggio sul Lipsia, prossimo avversario del Napoli in Europa League. Il solo Barcellona, si fa per dire, dovrà stare ancora sulla corda. Il Valencia ha 5 punti in meno e nessuna voglia di mollare. E in più nella Liga squadre come Atletico e Real non vanno mai considerate fuori dai giochi.

Pep Guardiola, tecnico del City

Pep Guardiola, tecnico del City

Insomma, sembra essersi capovolto il mondo. Siamo fuori dal mondiale, ma l’interesse vero è qui in Italia, dalle nostre parti e non dove di solito nelle stagioni precedenti ci appassionavamo senza riserve. La Serie A, per quanto riguarda lo scudetto, è più viva che mai. Ed è curioso capire alcune differenze con chi gioca da altre parti per cercare di individuare chi potrà vincere lo scudetto. Se notiamo il saldo di tutte le capoliste “europee” non si può non riscontrare un’espressione di valori netta, corretta e inequivocabile, che tradisce difficilmente. Carlo Ancelotti ama ripeterlo spesso. L’ex allenatore del Bayern non ha mai creduto alle statistiche individuali, dei possessi, dei duelli vinti, dei chilometri percorsi e via dicendo, ma a un dato molto semplice che è questo: alla fine il titolo lo vince la squadra che somma il meglio, ossia il miglior attacco con la miglior difesa.

E guarda caso scorgendo le classifiche dei quattro maggiori campionati europei si evidenzia l’equazione che racconta quasi sempre un finale positivo, perché sono in testa tutte le squadre che segnano di più e subiscono di meno. Ecco i dati: Psg 51 reti fatte contro le 13 subite. Il City 48 fatte, 11 subite. Bayern 35 reti all’attivo, 11 al passivo e infine il Barcellona chiude con 38 centri realizzati a fronte di una difesa di ferro: soltanto 7 reti subite al pari dell’Atletico Madrid con cui condivide il primato della difesa meno battuta d’Europa. In definitiva, City, Barcellona, Bayern e Psg non sono soltanto le capoliste, me le migliori squadre in assoluto dei rispettivi campionati. In Italia, nell’anno più imprevedibile del recente passato, non è così.

La via del gol sarà quella che porterà allo Scudetto

L’Inter ha sì la miglior difesa (tra l’altro condivisa con Napoli e Roma), ma non spacca le porte come vorrebbe. Con 33 reti ha il quarto miglior attacco dietro alla Juventus (41), alla Lazio (36) e al Napoli (35). Non esattamente un dato che può far immaginare un trionfo sicuro. I dati non sempre sono una sentenza, non raccontano una verità ma senz’altro aiutano nel metterla a fuoco. Perchè questo connubio inscindibile tra miglior attacco e miglior difesa qualcosa vorrà dire: se non hai le “voci” esatte che coincidono, rischi di correre un’altra gara. Per lo scudetto, comunque, le vie sono ancora libere e belle. È una sfida incerta, ma è innegabile che lo zero quasi assoluto in testa e gli 0-0 dell’ultima giornata non portino a un sentiero così florido di soddisfazioni. Prendere pochi gol comporta senza dubbio un valore aggiunto, ma quest’anno potrebbe non bastare.

Higuain

Higuain, bomber della Juventus

Segnare fa bene, allunga la speranza e chi non la farà con continuità rischierà di staccarsi. In questo senso, la Juventus che ha segnato più di tutti mantiene ancora un leggero vantaggio rispetto alle altre. Non è tutto, ma è abbastanza per capire come poterla detronizzare, dopo sei anni consecutivi di dominio. Non ci sono certezze, ma forse un modo per farlo c’è ed è quello di segnare, segnare e segnare ancora. La via del gol, insomma, assomiglia un po’ come alla “Via della Seta” di secoli fa. Non ci sono itinerari terrestri, marittimi o di altro genere da fare. Non ci sono migliaia di chilometri da fare, non c’è da raggiungere la Cina, ma il percorso sarà lungo e pieno di insidie. C’è soltanto il bisogno di buttarla dentro la porta avversaria con una certa continuità. Non è un’impresa facile come sembra, ma neanche impossibile da compiere. La sensazione è che chi lo farà di rado, chi si fermerà sul palo, chi non libererà i propri attacchi difficilmente ce la farà ad arrivare in tempo al grande appuntamento con lo Scudetto.