Stefano Impallomeni

È di nuovo Napoli. La squadra di Sarri torna in testa, ma la Juventus preme e la Roma non molla di un centimetro. L’Inter mastica amaro: incassa la prima sconfitta e in una sola giornata fa due passi indietro, perdendo posizioni. Ora i nerazzurri sono terzi, ma è già abbastanza per chi aveva ben altre ambizioni all’inizio di stagione. Spalletti reclama acquisti, anche se l’Inter che conta è questa. Se Perisic e Candreva non girano, sono dolori. Icardi è praticamente metà squadra. Senza i gol dell’argentino sarebbe un’altra storia. Si realizza e si vince quasi sempre con lui: è un limite e non un vantaggio. L’Inter è un buon gruppo non del tutto costruito per vincere lo scudetto e giocare ogni tre giorni è un altro sport. Pordenone docet. Lo stop con l’Udinese toglie sicurezze. Il secondo tempo allarma anche se è presto per trinciare giudizi. I dubbi però restano e Reggio Emilia (Sassuolo) sabato ci dirà come stanno effettivamente le cose.

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Prima sconfitta stagionale per l’Inter di Spalletti

JUVENTUS-ROMA, IL MIGLIOR ATTACCO SARà LA DIFESA?

È un campionato che sta riprendendo la sua normalità. Il tempo dissolverà il superfluo e conserverà l’essenzialità. Il Napoli reagisce rispolverando il suo proverbiale gioco. Sarri scopre Zielinski da esterno come aveva fatto con Mertens divenuto nel breve periodo centravanti insostituibile. Il Napoli, contro Samp e poi Crotone, ha concrete possibilità di diventare campione d’inverno, che è un titolo non soltanto statistico ma che racconta solitamente proiezioni importanti. La Juventus, senza dubbio, emette l’acuto più significativo. La prestazione di Bologna è completa e il risultato non è casuale. Squadra tosta, aggressiva, fantasiosa e pragmatica. Tornano le corse e le accelerazioni, la velocità di Douglas Costa può essere la nuova scintilla stagionale. Allegri gongola anche senza il miglior Dybala.

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Higuain e Pjanic, due punti fermi della Juventus di Allegri

Sei partite, coppa compresa, senza prendere reti e miglior attacco del campionato sono il biglietto da visita da presentare a una Roma che mantiene la miglior difesa del campionato, ma che fatica non poco a trovare la via della rete. Con il Cagliari Fazio risolve allo scadere. Non è una botta di fortuna. La Roma, al quinto 1-0 in campionato, dimostra carattere e personalità. Vive sempre sul crinale dell’incertezza e sposta l’equilibrio quasi sempre a suo favore. Una caratteristica fondamentale da mostrare nel test più difficile. Fazio diventa l’undicesimo calciatore ad andare a segno. La Roma segna con il contagocce, ma dietro è un bunker. Sabato, all’Allianz Stadium, sfida imperdibile. Il miglior attacco sarà la difesa, o viceversa? La Lazio battaglia a Bergamo ed esce indenne grazie a Milinkovic- Savic e Luis Alberto che hanno salvato la baracca. Il serbo ha piedi da mezzala, visione di gioco da regista e fisico da bomber. È un calciatore da top club mentre lo spagnolo potrebbe essere un buon tredicesimo al Barcellona.

MILAN, CASO DONNARUMMA O CASO MIRABELLI?

Chiusura dedicata al Milan. Sì, al Milan e non a Gattuso che ha responsabilità relative per il disastro di Verona. Il Milan non ha mentalità, non ha un’anima e ha paura di perdere. Mirabelli ha avuto un peso nelle scelte estive ma nessuno ne parla. Sono arrivati tanti calciatori, sono stati spesi 220 milioni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il bilancio è poco dignitoso. Il caso Donnarumma distoglie l’attenzione dai veri problemi. Il Milan è carente ancora di condizione atletica, non ha avuto una preparazione adeguata e si nota terribilmente sul campo. Ha poca tenuta mentale e si scioglie alle prime avversità. Gattuso sta dando il massimo. Prima di lui, forse, quasi nessuno lo ha fatto veramente.