Adriano Stabile

Tensione in aula ieri a Roma, nel tribunale di piazzale Clodio, durante la seconda lunghissima udienza del processo di appello per l’uccisione del tifoso del Napoli Ciro Esposito. L’imputato Daniele De Santis, condannato in primo grado a 26 anni di carcere per omicidio volontario, ha insultato Salvatore Ferrante, testimone oculare e tifoso del Napoli, che stava ricostruendo in aula quanto visto negli attimi precedenti ai colpi sparati dall’ex ultras romanista contro Esposito.

Ciro Esposito De Santis

Un momento del processo d’appello per l’uccisione di Ciro Esposito

De Santis si scaglia contro un testimone

«Bugiardone, sei proprio un bugiardo, pezzo di merda» ha detto ad alta voce De Santis al testimone, che in quel tragico 3 maggio 2014 era sul pullman preso di mira dallo stesso De Santis prima del sopraggiungere di Ciro e degli spari fatali.
Il principale imputato del processo (gli altri sono Alfonso Esposito e Gennaro Fioretti condannati in primo grado a 8 mesi per rissa), che indossava una tuta della Roma, si è poi rivolto all’avvocato Alfonso Tatarano, difensore di Fioretti, gridando «sono tre anni che sto così e ancora parlate, mi avete ammazzato da tre anni e ancora parlate». In pochi secondi è stato riportato alla calma, senza essere allontanato dall’aula, grazie all’intervento deciso del presidente della Corte d’Assise d’Appello, Andrea Calabria, e di uno dei legali stessi di De Santis, David Terracina.

LA RABBIA DEL PAPÀ DI CIRO, ALLONTANATO DALL’AULA
Più tardi, nel corso della deposizione di Franco Fratini, ispettore di polizia che sorvegliava il cavalcavia sopra Tor di Quinto durante gli scontri del 3 maggio 2014, è stato il padre del defunto Ciro Esposito a dare in escandescenza. Giovanni Esposito si è alzato in piedi accusando ad alta voce l’ispettore Fratini di non aver svolto correttamente il proprio lavoro, altrimenti il figlio Ciro non sarebbe stato ucciso. Il presidente della corte, Calabria, ha immediatamente ordinato ai carabinieri di allontanare l’uomo dall’aula, salvo poi farlo rientrare dopo una ventina di minuti, ad acque tornate calme.

ALFONSO ESPOSITO AFFERRÒ LA PISTOLA DI DE SANTIS
Il resto della lunga udienza, durata otto ore, è servita ad ascoltare quattro testimoni già interrogati nel processo di primo grado: il colonnello Paolo Fratini, autore di una perizia molto contestata dalle parti civili, il quasi omonimo Franco Fratini e i due tifosi del Napoli, Salvatore Ferrante e Aquilino Palma, che si trovavano sul pullman preso d’assalto da De Santis, prima dell’entrata in scena di Ciro Esposito e di altri napoletani.

Secondo Paolo Fratini, colonnello del Ris di Roma, è probabile che Alfonso Esposito, che si trovava con Ciro, abbia afferrato o tentato di afferrare la pistola di De Santis, per impedirgli di continuare a sparare. Si è poi a lungo dibattuto sulla possibilità che De Santis indossasse dei guanti, elemento che avrebbe un peso nell’eventuale premeditazione della sua aggressione. La perizia di Fratini propende decisamente per il no: l’ex ultras della Roma non indossava i guanti, che peraltro gli sarebbero stati di impaccio nel premere il grilletto.

Luciano Garofano

Il generale Luciano Garofano, consulente per De Santis

IL RAPPORTO TRA IL PERITO FRATINI E UN CONSULENTE DI DE SANTIS
Durante l’udienza è stata chiesta al colonnello Fratini la conferma del fatto che in passato, in quanto membro del Ris, abbia lavorato alle dipendenze del generale Luciano Garofano, presente ieri in aula e perito della difesa di Daniele De Santis. Fratini, nel confermare la circostanza, ha comunque tenuto a sottolineare l’onestà della propria perizia, nonostante il legame professionale passato con una delle parti in causa. A rendere ulteriormente tesa l’udienza, oltre a due brevi black-out elettrici intorno alle 11.35, c’è stata la minaccia di querela nei confronti dello stesso Paolo Fratini da parte dell’avvocato Angelo Pisani, legale della madre di Ciro Esposito, quando il colonnello del Ris ha parlato di «ignoranza in scienze forensi» a proposito di alcune domande poste dai legali in aula.

IL MISTERO DEL COMUNICATO FANTASMA
Aquilino Palma e Salvatore Ferrante, membri del Club Napoli Milano Partenopea, hanno negato di aver redatto e pubblicato alcun comunicato stampa, pochi giorni dopo gli spari contro Ciro Esposito. Secondo la difesa di De Santis invece ci sarebbe traccia su internet di un comunicato del club di tifosi, poi rimosso, che raccontava una verità diversa rispetto a quanto emerso nel dibattimento di primo grado, soprattutto relativamente all’aggressione subita dal De Santis, forse iniziata già prima degli spari. La circostanza potrebbe alleggerire molto la posizione dell’imputato, che avrebbe fatto fuoco dopo i primi calci e pugni da parte dei napoletani.

Giancarlo De Cataldo

Il magistrato e scrittore Giancarlo De Cataldo

A conclusione della lunga giornata processuale il presidente Calabria, assistito dal consigliere Giancarlo De Cataldo, ha fissato la prossima udienza per l’11 maggio alle 9.30. In quell’occasione sono previste le conclusioni del procuratore generale Vincenzo Saveriano, delle parti civili e delle difese. Una ulteriore data di riserva è stata individuata per il 27 giugno.