Luca Palamara

I tifosi sono la vera passione del calcio e per questo motivo devono essere riportati negli stadi. Ma gli stadi e soprattutto le curve, che storicamente rappresentano la roccaforte degli innamorati della propria squadra del cuore, non possono essere lasciati in mano a delinquenti criminali che nulla hanno a che vedere con lo sport più bello del mondo.  Il fenomeno dell‘infiltrazione della criminalità organizzata, mafiosa e non, nel mondo del calcio e delle tifoserie non è assolutamente da sottovalutare o da archiviare con superficialità, così come hanno dimostrato i recenti fatti di cronaca oggetto di accertamento da parte dell’autorità giudiziaria.

Nuove proposte normative per la legalità negli stadi

Nei giorni scorsi, in seno alla commissione antimafia sono emerse delle proposte che prevedono l’introduzione delle celle di sicurezza negli stadi, l’ampliamento dei casi di DASPO e la previsione del reato di bagarinaggio.  Condivido queste proposte perché rappresentano una importante base di partenza per evitare che la delinquenza possa introdursi all’interno delle curve e degli stadi.  In particolare, l’auspicata previsione delle celle di sicurezza all’interno degli stadi, consentirebbe alla giustizia di dare una immediata risposta ai fatti delinquenziali secondo quelle che sono le finalità tipiche del giudizio direttissimo e nel pieno ed assoluto rispetto delle garanzie difensive. È ovvio che questa previsione presuppone a monte delle strutture moderne, a differenza di quello che salvo eccezioni sono i nostri stadi oggi, in grado di ospitare al proprio interno degli uffici funzionali di polizia giudiziaria.

Più complessa la questione del DASPO. Le norme che prevedono le condizioni di applicabilità del DASPO sono state oggetto di ripetute modifiche normative. L’ultimo intervento novellatore porta la data del 2014, ed è figlio – come spesso accade – di gravi fatti di cronaca. Lo scopo perseguito dal legislatore della novella era, pertanto, quello di irrigidire il sistema e prevedere un meccanismo operativo in grado di neutralizzare la pericolosità dei più facinorosi. L’inasprimento del rigore preventivo, al di là della tipologia dei reati presupposti, involge a mio avviso un problema di merito. Ogni condotta dovrà essere analizzata con estrema attenzione per cogliere gli eventuali profili di pericolosità in essa presenti ed ancorare il DASPO non a presunzioni o congetture ma alla reale pericolosità del soggetto proposto.

La Curva Sud della Roma vuota per protesta contro le barriere

Positiva infine è l’auspicata previsione del reato di bagarinaggio perché segna il disvalore penale di una condotta che nulla ha a che fare con il mondo sia del calcio che del tifo ma al contrario mira a condizionare le società di calcio alterando le regole economiche del mercato.

Accanto alle indicate proposte di modifiche legislative, come detto condivisibili, deve però esserci una svolta anche sul piano culturale.  Ritengo pertanto importante che venga ascoltato anche il punto di vista dei veri tifosi, quello degli appassionati del calcio. Ma loro stessi per primi, per essere credibili, debbono realmente contribuire ad isolare le frange violente presenti negli stadi senza assecondare chi entra nella curve per obiettivi e finalità diverse.

Ecco perché una sinergia tra rappresentanti dei tifosi e forze dell’ordine è assolutamente indispensabile per evitare che fatti delittuosi vengano commessi all’interno degli stadi.  Bisogna infine diffondere il germe della legalità nelle nuove generazioni. Fondamentale da questo punto di vista il ruolo dei giocatori, delle istituzioni scolastiche e di quelle sportive per far capire ai giovani che vince chi rispetta le regole e agisce nella legalità.