Adriano Stabile

Eudy Simelane non è potuta invecchiare perché brutalmente assassinata nel 2008. Calciatrice della nazionale femminile del Sudafrica, è stata violentata e uccisa a causa dei suoi gusti sessuali, perché lesbica. Anzi, se possibile, ha subito qualcosa di peggio, il cosiddetto “stupro correttivo” (corrective rape, in inglese), una sorta di delirante “rieducazione” violenta particolarmente diffusa in Sudafrica e non solo.

Eudy Simelane, calciatrice e attivista assassinata

Oggi Eudy Simelane avrebbe compiuto 40 anni. Era nata l’11 marzo 1977 e aveva una profonda passione per il calcio: centrocampista, militava negli Springs Home Sweepers F.C., era arrivata fino alla nazionale sudafricana (le “Banyana Banyana”, mentre gli uomini sono i “Bafana Bafana”), si dilettava a fare l’allenatrice e stava studiando per diventare arbitro. Se non fosse morta avrebbe iniziato, di lì a poco, a lavorare regolarmente in uno studio legale. Ha avuto il torto di non nascondere la sua omosessualità in una cittadina, Kwa Thema, in cui le chiacchiere e i pregiudizi circolano velocemente. «Era una fiera sostenitrice dell’uguaglianza e una delle poche persone a Kwa Thema che apertamente ha vissuto da lesbica» ha ricordato nel 2009 Balise Mahlangu, attivista per gli omosessuali in Sudafrica. «Aveva un talento incredibile e una grande energia – il ricordo di Anna Monate, ex compagna di Eudy Simelane in nazionale – aveva un ruolo centrale negli Sweepers. Era sempre pronta ad aiutare gli altri ed era una persona molto umile. Non aveva un soprannome perché il suo nome era già unico».

Eudy Simelane venne barbaramente uccisa il 28 aprile 2008, ad appena 31 anni: il suo corpo fu ritrovato in un fosso a Kwa Thema, seminudo, colpito da 27 coltellate al viso, al petto e alle gambe. Lì, un anno dopo, hanno costruito un ponte in miniatura in memoria di Eudy e per rivendicare il “diritto alla libertà, dignità e uguaglianza per tutti”. Poco dopo l’assassinio una ricerca dell’associazione “Triangle” rivelò che ogni settimana si registravano una decina di stupri correttivi in Sudafrica.

Eudy Simelane

La famiglia di Eudy Simelane nel 2016 (foto News24.com)

Dei quattro imputati per la violenza e il barbaro omicidio di Eudy Simelane, tutti ragazzi tra i 18 e i 24 anni di età, due sono stati prosciolti: gli altri sono stati condannati rispettivamente a 32 anni, dopo aver confessato, e all’ergastolo.

Soltanto lo scorso anno Mally Simelane, la mamma di Eudy, ha raccontato di aver visto per la prima volta, durante il sermone di Pasqua, una luce in fondo al tunnel dopo l’assassinio della figlia: «Quando il prete ha letto il passaggio di come Gesù dichiarò di perdonare i suoi persecutori, mi sono resa conto che avevo bisogno di perdonare gli assassini di mia figlia per poter guarire da questa profonda ferita che mi aveva mangiato dall’interno», sono le sue parole in un documentario, ripreso dal portale News24.com. Un incontro in memoria di Eudy, con tanti attivisti amici della ragazza, le diedero ulteriore consolazione: «Ho capito che mia figlia vive dentro molti di noi e riposa in pace – le parole della donna – questo mi ha dato la pace nel mio cuore». Perché dimenticare è un delitto e ricordare permette di far vivere ancora chi non c’è più, proprio oggi che Eudy Simelane avrebbe compiuto 40 anni.

Eudy Simelane

Una targa vinta dalla calciatrice nel 1999 (foto www.causeofdeathwoman.com)