Luigi Pellicone

A Lezione di Sport e legalità con un relatore d’eccezione: Franco Gabrielli. A margine del premio conferitogli nella Biblioteca del Senato, La lectio magistralis del Capo della Polizia affronta tanti temi, soffermandosi su quelli più “caldi”. Criminalità, scommesse e curve. In primis, spiegando perché la malavita organizzata si è avvicinata agli stadi.

Il calcio è un fenomeno di massa che movimenta quantità enormi di denaro: l’humus ideale per l’infiltrazione di forze criminali. Il loro interesse è intercettare il denaro”. Nel calcio, ne scorre a fiumi. Il nuovo filone d’oro, le scommesse:Alcuni dati sono impressionanti. Nel 2016, solo nel nostro paese, le scommesse hanno fatturato 96 miliari di euro. In tutta Europa, la movimentazione degli stupefacenti, invece, 24. Vien da sé che chi vive di crimine, sposta attenzione e investimenti altrove”.

Dalle scommesse, alle curve. Gabrielli, passato alla storia come “uomo delle barriere”, chiarisce la propria posizione: “La mancanza di rispetto di regole era sacrificato sull’altare dell’intangibilità dell’ordine pubblico. Personalmente, non ritengo si debba chiudere gli occhi su certe situazioni. Il “per ordine pubblico” non deve trasformarsi in un alibi per non intervenire. Sopratutto se questo concetto diviene inferiore all’interesse dell’incolumità sulle persone”. Partendo da questo presupposto, inizia il “braccio di ferro” con i tifosi. “’Ho vissuto male la vicenda delle curve. Mi sono sentito solo, ma anche consapevole che questa condizione appartiene a chi si deve assumere responsabilità. La mia decisione nasce da un ordine superiore. Il Questore di Roma mi fece notare che le curve di Roma e Lazio erano zone franche.

Franco Gabrielli, Capo della Polizia

Dunque, il giro di vite. Questione di sicurezza? Non esattamente così: “Ho sempre pensato all’incolumità delle persone. Quando James Pallotta venne nel mio ufficio, io gli mostrai le foto della curva della Roma. Una porzione di stadio con una capienza già sovrastimata di 8700 posti. Nelle partite di cartello, in curva, c’erano 12-13mila persone. Chiesi a Pallotta se negli USA accadesse qualcosa del genere. Mi ha risposto di no”.

Poi però Il Ministro Minniti ha deciso di togliere le barriere. Sconfessando, di fatto, la decisione. “Quindi, per certi versi, me la sarei cantata e suonata. Non proprio. Quando ho visto la curva, nuovamente senza barriere, rientrare nell’ordine di numero di occupanti e di atteggiamenti nel rispetto della incolumità della gente, mi sono detto: missione compiuta. Certo è stata dura, ma alla fine mi ritengo soddisfatto”.

Scontri nei pressi dello Stadio Olimpico

Ultimo accenno anche sui poliziotti impegnati dentro e fuori lo stadio.Un lavoro difficile. Mi è capitato di sentire che alcuni nostri uomini forzino l mano per creare disordini. Mi sembra assurdo. Non ho mai visto un soldato cercare la guerra”.

Resta da capire quale sia il profilo ideale di pubblico del Capo della Polizia. Gabrielli ha una sua idea del tifo. Non da educande, neanche teppistico. “Quando ero al comando della digos preferivo uno striscione al limite della decenza che tensioni all’interno delle curve. Lo stadio deve riscoprire il piacere dello sfottò verace. Il tifo, quello sano, coinvolgente dà sapore. Tutto il resto è un’altra cosa”.