Adriano Stabile

È stato un duro colpo per Usain Bolt perdere per doping (non suo) l’oro olimpico nella staffetta 4×100 di Pechino 2008. La positività a uno stimolante (metilexaneamina) del suo compagno di gara Nesta Carter, scoperta grazie a nuove analisi a 8 anni da quella corsa, getta ulteriori ombre sui successi dell’atletica leggera in Giamaica. Il settore della velocità, soprattutto, da quasi un decennio registra costanti e inquietanti vicende di doping.

Doping, positivi tanti compagni di Bolt

Bolt è ormai accerchiato dai casi di doping dei suoi compagni di nazionale: un danno d’immagine anche per il 30enne pluricampione olimpico, che rischia di essere sporcato dagli “schizzi” dei sospetti. Più volte controllato e sempre pulito, Bolt, a fine novembre, rispondendo alla Gazzetta dello Sport, ha detto senza mezzi termini: «La mia posizione sul doping è sempre stata chiara. Chi fa uso di sostanze proibite deve essere allontanato dallo sport».

POWELL SQUALIFICATO E PERQUISITO IN ITALIA
Nel 2013 fece scalpore il caso di Asafa Powell, connazionale e grande avversario di Bolt, trovato positivo per oxilofrina (uno stimolante) ai campionati nazionali giamaicani insieme con altri quattro atleti, tra i quali l’altra velocista Sherone Simpson (poi squalificata per 6 mesi). Powell, centometrista da 9”72, e la collega, quando venne annunciata la loro positività, si trovavano a Lignano Sabbiadoro, in Friuli, per una serie di allenamenti. Poche ore dopo la brutta notizia, in piena notte, i due velocisti furono svegliati da una perquisizione dei Nas di Udine, guidati dal capitano Antonio Pisapia, nelle loro stanze all’Hotel Due Pini.

Furono sequestrate una cinquantina di scatole di integratori e farmaci, mentre i due atleti, con il loro preparatore canadese Christopher Xuereb, vennero interrogati e indagati. L’incidente probatorio ordinato dal giudice non rinvenne la presenza di sostanze proibite, a parte la “recidiva” oxilofrina, contenuta in un integratore chiamato Epiphany D1. Era però uno stimolante proibito soltanto in gara (le norme non prevedevano divieti per gli allenamenti) e così, il 2 settembre 2015, il Gip di Udine fu costretto ad archiviare l’indagine. Powell però nel frattempo si era beccato un anno e mezzo di squalifica poi ridotto a 6 mesi dal Tas, come per la Simpson, per la positività ai campionati giamaicani 2013.

Bolt doping

Asafa Powell, squalificato per 6 mesi per doping nel 2013

NEL 2009 FURONO TROVATI POSITIVI IN CINQUE
Nel 2009 furono quattro i velocisti della Giamaica fermati per doping: Yohan Blake e Marvin Anderson, all’epoca compagni di squadra di Usain Bolt nel Racers Track Club, oltre a Lansford Spence e Allodin Fothergill. Positivi per metilexaneamina, la stessa sostanza oggi fatale a Nesta Carter, se la cavarono con tre mesi di squalifica. Una quinta velocista giamaicana, Sheri-Ann Brooks, era stata trovata positiva insieme ai quattro colleghi uomini, ma, dopo la sospensione cautelare, se la cavò per un cavillo regolamentare: l’esame del campione B delle sue urine era stato fatto senza che lei e il suo legale venissero avvertiti.

STEVE MULLINGS SQUALIFICATO A VITA
Molto peggio è andata a Steve Mullings, velocista con un personale da 9”80 sui 100 metri e 19”98 sui 200. Nel 2004, a ridosso dei Giochi Olimpici di Atene, fu squalificato per due anni per positività al testosterone. Rientrato più veloce di prima, fu di nuovo fermato nel 2011 per furosemide, un diuretico “coprente” trovato nelle urine dell’atleta ai campionati giamaicani. Fu squalificato a vita: a 28 anni la sua carriera è finita per sempre.

DOMINIQUE BLAKE RECIDIVA
La metilexaneamina è costata cara anche a Dominique Blake, specialista dei 400 metri: già fermata per 9 mesi per efedrina nel 2006, si è beccata 4 anni e mezzo di stop nel 2012, finiti di scontare proprio all’inizio di quest’anno. Nel 2008 Julien Dunkley, fresco di primato personale sui 100 con 10”07 a 33 anni, venne escluso in extremis dai Giochi di Pechino e squalificato per due anni per positività al boldenone, un derivato del testosterone.

L’elenco dei velocisti giamaicani fermati per doping negli ultimi nove anni continua con altri due casi: il duecentista Christopher Williams (positivo nel 2009 per due tipi di anfetamine) e il quattrocentista Bobby-Gaye Wilkins (positivo nel 2010 per andarina, una sostanza della famiglia delle Sarm, diffuse tra culturisti), entrambi fermati per due anni.

RADIATO L’ALLENATORE STEWART, ARGENTO A ROMA ’87
Nel 2010 fu radiato per traffico di sostanze vietate l’allenatore giamaicano Ray Stewart. Ex velocista, argento mondiale a Roma 1987, Stewart fu messo sotto accusa nell’ambito di un’inchiesta che aveva portato alla squalifica a vita del quattrocentista statunitense Jerome Young, positivo al nandrolone e all’epo. L’aspetto inquietante è che scorrendo la lista degli uomini più veloci di ogni epoca sui 100 metri in Giamaica troviamo anche lui (ai Mondiali 1991 corse in 9”96), così come gli altri “dopati” Blake (9”69), Powell (9”72), Carter (9”78) e Mullings (9”80). Soltanto Kemar Bailey-Cole (9”92), Nickel Ashmeade (9’90”), Michael Frater (9”88) e il primatista Usain Bolt (9”58) non sono mai incappati in controlli antidoping positivi: speriamo di non avere brutte sorprese nei prossimi mesi.