Adriano Stabile

Passa abilmente da cinema a televisione Alessandro Roja, 38enne attore romano che tra poco rivedremo soprattutto in tv sulla Rai. L’ex Dandi di “Romanzo Criminale” da martedì 18 aprile sarà Riccardo Sartori, sedotto dal personaggio interpretato da Cristiana Capotondi, in “Di padre in figlia”, mentre da giovedì 20 sarà una delle new entry nella seconda stagione di “Tutto può succedere”. Romano e romanista, appassionato di calcio, sposato con la figlia dell’allenatore Claudio Ranieri, Roja ci svela le sue sensazioni alla vigilia di “Di padre in figlia” e ci racconta le sue esperienze nelle fiction sportive “L’olimpiade nascosta” del 2012 e “La farfalla granata” del 2013.

A tu per tu con Alessandro Roja: la tv e il calcio

Martedì 18 Rai Uno trasmetterà la prima delle quattro puntate di “Di padre in figlia”. Sei teso?
«Sono abbastanza tranquillo. Il più è fatto da tempo, mi sento di essere nelle mani capaci del regista Riccardo Milani e di tanti attori che stimo. È chiaro anche che il giudizio del pubblico è una variabile che noi attori teniamo sempre in grande considerazione. C’è un po’ di tensione, ma è abbastanza gestibile».

Raccontaci Riccardo Sartori, il tuo personaggio in “Di padre in figlia”.
«È il figlio maschio della famiglia Sartori, produttrice di grappa. Inizialmente siamo in società con la famiglia di Giovanni Franza, interpretato da Alessio Boni. Poi, per varie ragioni, questa società tra i Sartori e i Franza non si concretizza effettivamente e io mi ritrovo con il dolore di un padre che viene raggirato. Ne soffro tantissimo e cerco in tutti i modi, con il passare del tempo (la storia si sviluppa dal 1958 al 1980), di recuperare la situazione. Ci riesco anche grazie a Maria Teresa, il personaggio interpretato da Cristiana Capotondi».

Tu subisci anche il fascino di Maria Teresa…
«Sì, soprattutto nella seconda parte della storia. Prima no: un po’ perché Riccardo è giovane, un po’ perché è distratto da altre cose, Riccardo non riesce a vedere Maria Teresa per come è realmente».

A proposito di sport tu hai interpretato Gigi Meroni, grande calciatore del Torino scomparso nel 1967 a 24 anni, nella fiction “La farfalla granata”. Cosa ti ha colpito di questo giocatore così talentuoso?
«Mi ha affascinato il fatto che fosse realmente leggenda. Era percepito come un personaggio egocentrico, ma in realtà era anche molto delicato. Sin dall’inizio mi ha interessato questa sua tragedia (la morte per un investimento stradale, n.d.r.) che l’ha trasformato in leggenda».

«Il derby perso dalla Roma in Coppa Italia? E’ stato un dispiacere non così profondo perché ormai sono disilluso. Peccato soltanto non poter vincere un trofeo. L’esonero di mio suocero Claudio Ranieri? No comment»

Con Cristiana Capotondi hai recitato anche ne “L’olimpiade nascosta”, che affrontava un argomento particolare legato allo sport.
«Sì. La regia era di Alfredo Peyretti. La storia era ispirata a un’olimpiade realmente avvenuta all’interno di un campo di concentramento. Sono molto affezionato a questa vicenda: è stato un lavoro veramente duro, ma allo stesso tempo molto gratificante. Ne ho un ottimo ricordo. È stato il mio primo lavoro con Cristiana Capotondi».

Sei notoriamente tifoso romanista. Come hai vissuto il recentissimo derby in cui la Roma è stata eliminata dalla Coppa Italia?
«È stato un dispiacere neanche così profondo. Ormai ho un po’ di disillusione. Mi dispiace perché la Roma ha perso la possibilità di vincere un trofeo. Poi, se va avanti la Lazio, il Napoli o la Juventus mi interessa poco. Tutti gli sfottò mi sono sempre scivolati addosso».

Tuo suocero è l’allenatore Claudio Ranieri, licenziato qualche settimana fa dal Leicester City. Certo che in Inghilterra non l’hanno trattato troppo bene…
«No comment».