Adriano Stabile

Alessia Filippi è stata una vera fuoriclasse del nuoto: argento olimpico a Pechino 2008 negli 800 stile, campionessa del mondo a Roma 2009 nei 1.500 (e bronzo negli 800), tre volte sul tetto d’Europa (nei 400 misti nel 2006 e nel 2008, negli 800 stile nel 2008). Successi, gioie e tanta fatica che ormai fanno parte di un’altra vita: gloriosa e piena di sacrifici. Sembra passato tanto tempo eppure questa ragazza romana, sempre disponibile e sorridente, ha soltanto 30 anni, che compie proprio oggi. A cinque anni dal ritiro dalle piscine e nel giorno del suo compleanno Alessia Filippi si racconta in esclusiva in un’intervista a “Il Posticipo”.

I 30 anni di Alessia Filippi

Alessia Filippi compleanno

Alessia Filippi con la tuta delle Fiamme Gialle

La domanda nasce spontanea: cosa fa oggi Alessia Filippi?
«Faccio la mamma a tempo pieno. Dopo aver smesso con l’agonismo ho iniziato a insegnare nuoto ai ragazzini, ma sono ferma da un po’ di tempo perché tra due mesi nasce il mio secondo figlio. Conto di tornare a fare l’allenatrice entro un anno, nella prossima stagione».

Dove insegni nuoto?
«Nella mia città, Roma, all’Heaven 3 di Ponte di Nona».

Nuoti ancora?
«Sì, in tranquillità. Adesso sono ferma in vista del parto, ma ho nuotato fino a un mese fa anche con il pancione, due o tre volte a settimana».

Ti stuzzica la possibilità di gareggiare nel nuoto master in futuro?
«Gare? No, ormai basta, ho già dato abbastanza. Però mi piacerebbe allenare atleti master. Da allenatrice ho iniziato con i bambini di tre anni e poi sono passata a quelli di 11-12».

«Fare le gare master? No, basta: ormai ho dato abbastanza. Anche la mia esperienza in politica è finita, ho capito che non è il mio mondo. Amo lo sport e voglio restare nello sport»

L’anno scorso hai appoggiato il candidato sindaco Roberto Giachetti nelle elezioni amministrative di Roma. La tua avventura in politica è finita oppure no?
«Sì, è finita. Ho capito che non è il mio mondo. Amo lo sport e voglio restare nello sport. Ho voluto provare ed è stata un’esperienza utile, ma ho capito che la politica non è quello che voglio fare. Sono nata e cresciuta nell’ambiente sportivo».

Sei romana e tifosa romanista. Qual è il tuo rapporto con la tua città?
«Sono nata e cresciuta qui, amo Roma. Sarei potuta andare a vivere da altre parti, ma ho scelto di rimanere nella mia città. Chi è romano mi può capire: è difficile andarsene da qui anche se adesso sta diventando un po’ difficile vivere nella Capitale. Me ne rendo conto soprattutto ora che ho una bambina e un’altra in arrivo. Spero che cambi qualcosa: Roma è diventata una città piena di problemi».

Riesci a girare per Roma?
«Non molto, mi piacerebbe viverla un po’ di più. Vengo da una zona di periferia, Ponte di Nona, che non è collegata benissimo e, avendo una famiglia, è sempre più difficile spostarsi a Roma per andare in centro. Comunque sia, amo la mia città e resto qui».

«Amo Roma e non voglio lasciarla, ma è diventata una città piena di problemi. Per allenarmi facevo 100 chilometri al giorno. Forse, se avessi avuto la piscina sotto casa o se avessi cambiato città, avrei continuato a nuotare. E poi ero stanca di viaggiare, volevo una famiglia»

Ti è dispiaciuto che sia saltata la candidatura di Roma per i Giochi olimpici del 2024?
«Da sportiva mi è dispiaciuto, ma penso che la sindaca abbia avuto i suoi buoni motivi e abbia fatto i giusti calcoli per dire di no alle Olimpiadi. Evidentemente non era il momento giusto. Spero che Roma si candidi nuovamente, al più presto, perché le strutture ci sono. Auguro a Giovanni Malagò, che è mio amico, di poter esaudire questo suo desiderio: essere presidente del Coni con le Olimpiadi nella Capitale».

Qualche volta hai fatto anche la commentatrice televisiva. Vedremo nuovamente Alessia Filippi in tv?
«Può essere. Ho fatto poche cose in televisione, ma mi sono sempre divertita. Soprattutto affrontando argomenti legati al mondo del nuoto».

È vero che tuo marito, Federico Paliotta, è un po’ imbranato in acqua?
«Imbranato non mi sento proprio di dirlo, anche perché sono sua moglie e lo amo (ride, n.d.r.). Non è un nuotatore esperto. Sicuramente non è ai miei livelli (ride ancora, n.d.r.)».

Oggi compi 30 anni, un’età in cui alcuni nuotatori gareggiano ancora. Tu hai smesso a 25 anni; ti capita mai di pensare che avresti potuto continuare?
«Forse ho smesso troppo presto, ma ero davvero molto stanca, fisicamente e mentalmente. Roma è una città complicata, fare sport qui è difficile: dai 9 ai 25 anni ho fatto 100 chilometri al giorno in macchina da casa per andarmi ad allenare. Chissà… forse se mi fossi spostata in un’altra città avrei continuato a nuotare per altri cinque-sei anni».

In questo senso Roma, la città che ami, ti ha tradito…
«Sì. Probabilmente se avessi avuto la piscina sotto casa la mia storia sarebbe andata diversamente. Non so, è come giocare a carte coperte: non sai quello che ti può capitare alla mano successiva. So solo che ero stanca, viaggiavo in continuazione e invece avevo voglia di stare con mio marito e di avere una famiglia. Alla fine non ce l’ho fatta più».

«Le medaglie d’oro più belle? La prima, agli Europei del 2006, poi il titolo mondiale a Roma 2009 e l’argento olimpico di Pechino 2008. Le mie avversarie più forti sono state Rebecca Adlington e Lotte Friis»

Quali sono le medaglie a cui sei più affezionata?
«Ne ho tre, più di tutte, nel cuore: la prima importante che ho vinto, agli Europei di Budapest del 2006 (nei 400 misti, n.d.r.). Poi l’argento olimpico di Pechino 2008 (negli 800 stile libero, n.d.r.) e l’oro mondiale a Roma 2009 (nei 1.500 stile, n.d.r.)».

Le avversarie più forti che hai affrontato chi sono?
«Rebecca Adlington (inglese, n.d.r.), che ha vinto gli 800 stile ai Giochi di Pechino, e Lotte Friis (danese, n.d.r.), che invece ha conquistato gli 800 a Roma 2009».

A parte fare la mamma, qual è il sogno nel cassetto per il futuro di Alessia Filippi?
«Vorrei qualcosa di più impegnativo nello sport, non soltanto allenare. Magari prendere in gestione una piscina. Prima o poi lo farò, ne sono convinta».