Luigi Pellicone

La Polonia. Una Federazione che funziona. E un paese che non smette di produrre talenti. La nazionale si è qualificata agevolmente a Russia 2018 centrando il primo posto nel girone. Il sorteggio del girone le sorride. Senegal Giappone e Colombia non sono impossibili da affrontate. Una crescita figlia della programmazione. È ancora presto per dire se questa generazione può emulare quella dei primi anni ’80 capace di arrampicarsi quasi in cima al mondo? Di certo il movimento è in continua crescita. Merito anche di una vecchia conoscenza del calcio italiano. Zbigniew Boniek. Dal 2012 al timone di un calcio che si sta imponendo nella media borghesia mitteleuropea del pallone. Ed in seguito alla nostra proposta per la riforma della Serie A, basata sul campionato polacco, gli abbiamo chiesto di raccontarci l’Ekstraklasa e, più in generale, il calcio di casa sua.

«In Italia il caos è figlio anche dell’eliminazione del mondiale»

Boniek, lei ha riformato i campionati e creato un movimento che funziona. Il segreto?
Non esiste una formula magica. Abbiamo ridotto le squadre e confezionato un torneo che regala maggior interesse ed è più qualitativo. La suddivisione in due gironi e la fase finale rende tutto più affascinante.

Servirebbe una riforma anche in Italia?
Non so. Non posso certo dare lezioni. Noi possiamo solo imparare dall’Italia. Il caos è figlio anche dell’eliminazione del mondiale. Un evento più unico che raro che ha scatenato polemiche. Sono convinto che il vostro calcio abbia le possibilità di tornare immediatamente ai vertici. La serie A resta uno dei tornei più interessati e seguiti al mondo.

Buffon

 

Il campionato polacco a che livello è?
Siamo soddisfatti, anche se ancora c’è da lavorare. Il budget non è molto elevato ma cerchiamo di ascoltare le esigenze di tutti i club e anche nella gestione dei diritti tv cerchiamo una distribuzione della ricchezza. Ovviamente ogni club ha i propri interessi ma c’è anche una sensibilità verso un prodotto che piace. 

«I nostri migliori giovani spiccano immediatamente il volo e i campionati europei ce li restituiscono ancora più forti»

Resta da affermarsi a livello europeo.
Non è semplice. I club ancora non possono competere con le offerte che arrivano dall’estero e perciò i nostri migliori giovani spiccano immediatamente il volo. La serie A, ad esempio è ricca di ragazzi di talento. Oltre a Szczesny, Zielinsky e Milik, ci sono Linetty , Kownacki , Bereszynki, ma anche in B, a Palermo suggerisco di seguire Dawidowicz, Murawski e Szymiński. Tutti prospetti molto interessanti. In generale, e ciò è molto positivo, i campionati europei ce li restituiscono ancora più forti. E la Nazionale se ne giova.

Linetty impegnato con la nazionale polacca

Già, la Polonia: una gran bella squadra. Dove può arrivare?
La squadra ha delle buone individualità ma è assolutamente indispensabili restare umili. Il nostro primo obiettivo, come Federazione, è di qualificarci regolarmente alla fase finale delle grandi competizioni internazionali. E superare il girone. Poi vedremo cosa ci riserverà il destino.