Luigi Pellicone

Una nuova riforma destinata a trasformare il mondo del calcio: l’articolo 373 della legge di Bilancio 2018 riprende in mano la questione dei procuratori sportivi. L’albo dei procuratori, cancellato nel 2011, torna di nuovo attuale e rischia di rivoluzionare il calciomercato. Per accedere alla professione sarà necessario un esame abilitante: dunque, mogli, fratelli, padri hanno le ore contate. A meno che non si mettano sui libri a studiare, perchè il Registro Nazionale degli agenti sarà disciplinato dal CONI e vi si potrà accedere solo dopo aver conseguito l’idoneità. Una norma in barba ai dettami della FIFA che potrebbe causare non pochi problemi. Ne abbiamo parlato con Andrea D’Amico.

«I procuratori in realtà sono penalizzati»

D’Amico, ennesima rivoluzione in corso. E adesso?
La nostra professione non ha pace. Ogni paio d’anni cambia la normativa. Più che un regolamento nuovo servirebbe una profonda riflessione. Riformulare indiscriminatamente non è corretto. Servirebbe maggiore autonomia gestionale. Siamo liberi professionisti. In ogni caso c’è una legge che obbligherà i calciatori a non avvalersi di soggetti non iscritti al Registro. Sono curioso di capire cosa ne pensa il CONI.

Le piace l’idea dell’Albo?
La cancellazione del vecchio albo, per certi versi, non era un’idea del tutto errata. Tuttavia, il panorama attuale è dominato dalla “deregulation”. Non vi è certezza sulla formazione di chi si siede a trattare i contratti. Creare le caste è sbagliato, così come depauperare la professionalità. L’idea di un albo con diritti e doveri, in assoluto, non mi spiace affatto. Attualmente i procuratori sono troppo esposti. Rischiano sanzioni sproporzionate agli errori che potrebbero commettere. In tal senso, l’albo è una garanzia.

Quanto influisce il procuratore nel calcio?
Ecco, questo impone una riflessione. Sento dire sempre che il procuratore ha potere. In realtà la nostra categoria è penalizzata. Non abbiamo accesso ad alcuna attività se non quella di tutelare gli interessi contrattuali dei nostri assistiti. In generale, però, Non ci è permesso accedere alle cariche. Il mondo del calcio è pieno di sindacalisti a tutti i livelli: calciatori, arbitri e allenatori. C’è posto anche per gli agenti in questo mondo? Ad oggi, la nostra sfera è solo il calciomercato.

«Il Napoli deve colmare il gap di profondità della rosa per vincere lo Scudetto»

A proposito: mercato di gennaio. Immagina grandi movimenti di Juventus e Napoli?
In generale il mercato di Gennaio serve per puntellare e gettare le basi per la prossima stagione. Credo che la Juventus si muoverà sopratutto in vista della prossima stagione, quando cambierà parecchio. Il Napoli ha bisogno di colmare il gap soprattutto a livello di profondità della rosa se vuole strappare il titolo alla Juventus. Serve un esterno che possa sostituire Ghoulam e qualcosa in attacco.

Milanesi e romane?
Le milanesi sono in difficoltà economiche ma investire, sopratutto per l’Inter, che ha l’opportunità di andare in Champions, ha un senso. Sabatini si muoverà: del resto anche Spalletti ha detto che la coperta è corta. Roma e Lazio devono puntellare l’organico ma non ha senso comprare per il gusto di farlo. L’acquisto deve realmente garantire il salto di qualità. Di solito se si compra, lo si fa subito o a fine mercato, quando c’è il movimento di attaccanti.