Patrizio Cacciari

Di origini romagnole, classe 1960, Delio Rossi è uno di quelli che ormai sembra allenare da una vita. E lo ho fatto girando in lungo e in largo lo Stivale. Alcune esperienze non sono terminate bene, in tante città ha invece lasciato un buon ricordo, da Bergamo a Palermo, passando per Roma e Salerno. Un campionato cadetto vinto con i granata campani, una Coppa Italia vinta con la Lazio, una straordinaria salvezza solo sfiorata con gli orobici. L’ultima esperienza su una panchina di serie A si è chiusa nel 2015 a Bologna: a seguito della sconfitta casalinga contro l’Inter, venne esonerato dopo aver raccolto soltanto 6 punti nelle prime 10 giornate. Anche con i felsinei – va detto – aveva centrato la promozione nella massima serie.

delio rossi pronostico derby

Delio Rossi nel 2008 sulla panchina della Lazio.

Intervista esclusiva a Delio Rossi

Mister, un campionato che dopo il pareggio della Juventus a Napoli probabilmente ha messo il punto sul discorso scudetto…
“La Juventus ha dimostrato anche al San Paolo di essere superiore alla concorrenza. E’ sempre stata la squadra da battere negli ultimi anni. Questo campionato poteva solo perderlo. Se dovessero magari vincere la Roma o il Napoli, sarebbe uno scudetto perso dai bianconeri”.

Eppure in questa serie A qualche bella realtà quest’anno l’abbiamo vista: Lazio e Atalanta, ad esempio, due piazze dove lei ha lavorato e lasciato bei ricordi.
“Roma, sponda Lazio, e Bergamo sono due piazze dove si può lavorare bene, ma davvero molto differenti tra loro. La Lazio vive la forte rivalità con la Roma, è una situazione che si percepisce molto durante tutta la stagione, l’Atalanta è un sentimento molto radicato sul territorio, la sua vera forza è la capacità di valorizzazione del vivaio”.

Un’altra piazza dove lei ha lasciato un segno, ma che ora non se la passa molto bene è Palermo. Che ne pensa dell’addio del Presidente Zamparini?
“Non so bene cosa pensare ancora del nuovo assetto. Un passaggio di consegne dopo tanti anni è sempre difficile da digerire. Personalmente dico che mi dispiace molto vedere il Palermo in queste condizioni. Quello che mi ha stupito è il passaggio in questo momento storico, di solito si lascia quando le cose stanno andando più o meno bene. Dico anche però che adesso la cosa grave non è tanto retrocedere. Bisogna sperare che ci sia una pronta reazione per far rinascere entusiasmo, con un progetto costruttivo”.

Torniamo al derby di Roma. Lei ne ha giocati parecchi, ne ha vinti anche alcuni molto importanti, quando il pronostico non era dalla vostra parte. Come si fa?
“Non c’è una ricetta vera e propria. Ho giocato, da allenatore, diverse stracittadine, quella della Lanterna ad esempio. Il derby di Roma è condizionante”.

In che senso?
“La città è divisa a metà. Il derby non finisce al 90esimo. Si gioca tutto l’anno. Nelle settimane di avvicinamento sale la tensione, poi in base al risultato possono esserci delle ripercussioni. Si vive tutto l’anno, non si stacca mai”.

Una caratteristica del derby di Roma o un limite?
“Diciamo che si tratta di una peculiarità che diventa anche limite. Non ci si può fermare al derby. Una squadra con grandi ambizioni dovrebbe pensare a essere competitiva oltre le mura della propri città”.

Che rapporto ha con Spalletti?
“Con lui ho un ottimo rapporto, lo stimo molto. E’ un bravissimo allenatore, che sta facendo davvero belle cose. Ripeto, non è facile allenare a Roma”.

Si aspettava invece un Simone Inzaghi già così maturo in panchina?
Sinceramente lo speravo, ma non me lo aspettavo. E’ stato veramente l’uomo in più di questa stagione biancoceleste. Gli voglio un gran bene”.

Non le chiedo il risultato finale, ma un pronostico: chi andrà in finale?
“Immagino questo derby come una lunga partita da 180 minuti. Per come si è messo il primo tempo la Lazio ha il 51% di possibilità di passaggio del turno. Ma la Roma ancora non è fuori. Ha però l’handicap di non potersi permettere il minimo errore. Subire un gol significherebbe doverne fare 4. A quel punto sarebbe dura per chiunque”.

Quando la rivedremo in panchina?
“Al momento non le so rispondere. Non ho ricevuto offerte. Però spero presto, perché allenare è l’unica cosa che so fare nella vita”.