Luigi Pellicone

Fabio Conti, CT del Setterosa, alla vigilia della “palla in acqua” del campionato femminile di pallanuoto, analizza una stagione che è stata piuttosto avara di medaglie e soddisfazioni. Il sesto posto ai Mondiali di Budapest ha un po’ deluso le attese. Dopo l’argento olimpico di Rio 2016, in cui le azzurre hanno perso contro una corrazzata a stelle e strisce, le ragazze in Ungheria sognavano di salire sul gradino più alto del podio. Ma la rassegna iridata è terminata troppo presto, dato che il Setterosa è stato sconfitto per 8-9 dalla Russia ai quarti di finale. Un risultato che lascia l’amaro in bocca. Conti, però, non si scompone e, guardando al passato, pensa già al futuro: il triennio che porterà le ragazze della pallanuoto italiana ai giochi Olimpici di Tokyo 2020.

Intervista a Fabio Conti

Conti, come si vive una stagione senza medaglie?
Un’annata senza senza medaglie non è per forza negativa. Il sesto posto di Budapest è figlio del primo tempo del quarto di finale. Le analisi vanno effettuate anche al di là dei risultati. E la vasca ci ha lasciato in eredità due certezze: la nazionale è comunque competitiva. E a volte il risultato si lega agli episodi.

L’immediato futuro si chiama Europa Cup?
Una competizione che potrà servire soprattutto ad accumulare minutaggio e migliorare la condizione atletica in vista degli impegni estivi. Di certo, sarà un’occasione per valutare il ricambio generazionale. La ritengo una competizione di livello sperimentale assolutamente interessante e utile per valutare i nuovi innesti.

Quali sono le prospettive future del Setterosa? Tokyo 2020 non è poi così lontana…
Più che di prospettive parlerei di aspettative. Dobbiamo innanzitutto centrare la qualificazione e l’impresa non è impossibile. Bisogna macinare chilometri in vasca, trascorrere più tempo possibile insieme per costruire qualcosa di positivo. Del resto, ci manca davvero poco per tornare dove ci compete…