Luigi Pellicone

Francesca Piccinini, un mito della pallavolo italiana. 800 partite giocate. 25 stagioni disputate. 5 scudetti vinti, altrettante Supercoppe Italiane (l’ultima ancora fresca), 2 Coppe Italia. E ancora: 6 Coppe dei Campioni, una Coppa CEV, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea. In Nazionale un mondiale, un europeo. In poche parole. Un monumento della pallavolo tricolore.

Intervista esclusiva a Francesca Piccinini

Da bambina cresciuta con Mila Hazuki come idolo, a mito della pallavolo italiana. Quando ha capito che sarebbe diventata Francesca Piccinini?
É stato un percorso naturale. Ho amato questo sport sin da piccola e mi ci sono sempre dedicata con grande passione. Non c’è stato un momento particolare in cui ho pensato chi o cosa sarei diventata. Più giocavo, più cresceva la voglia di arrivare. Non pensavo certo di diventare ciò che sono oggi. Inizio solo adesso ad acquisirne consapevolezza.


Ottocento partite per dieci squadre: sicuramente ogni tappa di questo tour avrà lasciato qualcosa in eredità…
Sono molto legata a tutte le città dove ho giocato. Posso ritenermi fortunata, perché ovunque sia andata ho sempre lasciato un buon ricordo. Ho amici in tutta Italia, anche se la permanenza a Bergamo, dove sono rimasta per 13 anni, ha creato radici più profonde. Adesso sono a Novara e ne sono felicissima. Abbiamo subito vinto lo Scudetto e la Supercoppa e si è creato un ambiente ideale per un progetto vincente negli anni.

Francesca Piccinini

Ha detto negli anni: significa che giocherà ancora a pallavolo?
Beh, non ho ancora deciso di smettere. Nè so se questa sarà la mia ultima stagione. Non posso ragionare come dieci anni fa, ma sicuramente valuterò come e se proseguire. Per adesso sto bene e ho ancora voglia di giocare. E di vincere, ovviamente.


A proposito di vittorie: nelle 800 partite ci sarà anche qualche rimpianto. Quale match rigiocherebbe?
Eh beh la risposta è facile. I quarti di finale di Londra e Pechino. Due sconfitte amare, che ci hanno impedito di salire sul podio olimpico. Per quanto riguarda i club, invece, non ho alcun rimpianto particolare. Le Olimpiadi, invece, sono un discorso chiuso.

francesca piccinini

Perchè chiuso? Questa Nazionale non ha bisogno della Piccinini?
Credo che ogni cosa abbia il suo tempo. Adesso è il momento di formare altre giovani. La nostra è una squadra di valore con tanto talento. Mi limiterò a tifare per loro. E anche per la maschile. Questo tabù olimpico prima o poi sarà sfatato.


Non sarà la sua ultima stagione. O forse si. In ogni caso, ha già pensato al futuro?
Avrò tempo e modo per pensarci. Di certo, sarà un futuro lontano dai palazzetti. Anche allenare, ad alti livelli, significa rinunciare alla stabilità, di cui inizio a sentire il bisogno. Per ora non penso di restare nel mondo della pallavolo. Però chi può dirlo in fondo? Nella vita, mai dire mai.