Luigi Pellicone

“Il mio Frosinone per Frosinone”. Ce lo racconta Maurizio Stirpe. Cinque parole per un concetto che ne vale 1000. Mattinata fresca e assolata. Piacevole. “Scusi lo stadio?” “Quello nuovo? Alla rotatoria, giri a sinistra, sempre dritto. Lo vedrà…”.

Il sorriso di chi indica la strada da percorrere è misto ad orgoglio. Il progetto dello stadio giaceva, ci raccontano, in un cassetto sin dagli anni 80. Arrivati. Frosinone, viale Olimpia snc. SNC è acronimo di senza numero civico. Adesso, invece, c’è un futuro da scrivere. Perchè, complice la ferrea volontà di Maurizio Stirpe, tutto è cambiato. Nel 2015 il presidente del Frosinone, ricevuto dal comune il diritto di usufrutto del terreno, ha posato la prima pietra dei lavori. Adesso, dopo neanche 24 mesi, qui c’è uno stadio.

Il “Benito Stirpe”. Bello, accogliente, funzionale. Il Frosinone calcio per la città di Frosinone. La società ha consegnato alla città un gioielllino ultramoderno: 16 mila posti a sedere, terzo impianto del Lazio, dopo l’Olimpico e il Flaminio. Una scelta che lancia il Frosinone nella ristretta elite delle squadre con uno stadio di proprietà, in compagnia di Juventus e Udinese. Una scelta identitaria, per la città e il territorio. Intorno, e dentro, c’è ancora tanto da realizzare.

Lo stadio Benito Stirpe (foto profilo twitter ufficiale Frosinone Calcio)

Le idee però sono chiarissime: un centro medico, un ristorante, l’impianto di illuminazione e una recinzione intorno allo stadio, con annessa pista da Jogging. Il Frosinone Village, che aiuterà anche l’imprenditoria locale giovanile. E tanto altre iniziative come quella del crowdfunding, in collaborazione con i tifosi. Abbiamo parlato con chi ha reso possibile tutto questo. Il Presidente Stirpe. Da Frosinone, per il Frosinone.

Intervista esclusiva a Maurizio Stirpe

Presidente, il Frosinone ha una casa. Ed entra nel futuro dalla porta principale…
Lo stadio è una scelta prima di tutto identitaria, nonchè una delle mie più grandi soddisfazioni imprenditoriali. Ha una funzione di promozione ed emozione. Vogliamo diventi un impianto sportivo a tutto tondo e pienamente usufruibile in ogni giorno dell’anno. Ristorante, pista da jogging, illuminazione del perimetro dello stadio e una strada che renda ancora più facile l’accesso. L’idea è anche quella di creare una area hospitality per la tifoseria, sana, che verrà a Frosinone. Una sorta di villaggio dove scoprire la realtà frusinate in tutte le sue sfaccettature: culturali, sportive e gastronomiche.

L’impatto sul territorio è notevole…
Il prossimo passo è aiutare l’economia locale. La filosofia del Frosinone è legarsi al territorio, aggregare i giovani. Presto sarà varato il progetto “idea-lab”. Si valuterà la bontà dei progetti imprenditoriali femminili e di giovani under 32. L’area è vastissima e si presta a molteplici attività. La società è disposta a testare sul mercato le idee dei nostri ragazzi. E se le riterrà valide, saranno sostenute economicamente, in modo che si possano avviare attività imprenditoriali e generare nuovi posti di lavoro. Per quanto riguarda le infrastrutture, i costi si aggirano fra gli 1 e gli 1,3 milioni di euro. E per questo ci siamo rivolti ai tifosi.

I tifosi del Frosinone e la loro nuova casa

Il crowdfunding mette il tifoso al centro del progetto. Anzi, lo rende socio.
Avevamo due scelte. Chiedere i soldi agli azionisti. O alle banche. Abbiamo preferito rivolgerci ai tifosi perchè tutti abbiano la possibilità di contribuire alla costruzione di qualcosa di importante per la città di Frosinone. Si può investire e avere anche un piccolo ritorno economico per aiutarci a creare qualcosa di grande.

Lo stadio esiste per Frosinone e per i tifosi

L’investimento sullo stadio pare non influenzare il mercato. Il Frosinone è comunque in lotta per la Serie A…
A prescindere dall’esito della stagione, lo Stadio resta una componente fondamentale per la crescita della società. Nello sport è importante il risultato, ma il successo dipende da tanti fattori. Questa struttura esiste ed esisterà per Frosinone e per i tifosi.

Da quando è presidente del Frosinone, i risultati si vedono. Dalla C alla A e una B ormai consolidata. Ma c’è qualcosa che non rifarebbe?
Quando ho acquisito la società, il Frosinone calcio viveva un forte momento di transizione. Quanto accaduto in questi anni è figlio di un percorso di crescita importante e che non voglio si arresti. Lo stadio di proprietà è una garanzia di continuità per il club. Errori ne ho fatti, e probabilmente altri ne commetterò, ma li accetto con serenità. Fa parte del gioco.

Lo stadio è intitolato a suo padre Benito. Cosa significa per la sua famiglia consegnarsi a Frosinone per sempre?
Il senso d’identità, l’attaccamento alle radici, sono valori in cui ci identifichiamo profondamente. Credo sia il giusto omaggio ad una tradizione che affonda le radici in questa città sin dal secolo scorso. Io sono nato negli anni 50. E sono sempre vissuto qui. Il minimo che possa fare è contribuire alla crescita della mia città.

E i volti orgogliosi di quelli che ammirano il nuovo impianto, dimostrano che la missione è riuscita in pieno.