Luigi Pellicone

Inverno 1986. Il Napoli in corsa per lo scudetto fa visita alla Juventus. Bianconeri in vantaggio, sembra finita. Al 28′ del secondo tempo Ferrario trova il gol del pari. Gli azzurri ci credono. Un minuto dopo calcio d’angolo: Maradona dalla bandierina, tocco di Renica.

Bruno Giordano è puntuale: scarica un destro imprendibile e mette il pallone lì dove Tacconi proprio non può arrivare. Del resto, di Bruno ce n’è uno. Un attaccante completo, tra i migliori della sua generazione, capace di fare la differenza in Italia ed in Europa. Uno che se lo nomini a Diego Armando Maradona, non certo l’ultimo arrivato, anche al Diez brillano gli occhi.

La corsa sotto la curva dei tifosi è gioia mista a consapevolezza. “La presa di Torino” è il passo decisivo verso il primo, storico Scudetto. Quel Napoli, l’anno precedente, arrivò terzo, proprio come questo. E proprio come quello, ha la consapevolezza di poter vincere. In questa ottica la sfida con la Juventus non è la madre di tutte le partite. É un match che può valere tantissimo in chiave Scudetto.

Intervista esclusiva a Bruno Giordano

Bruno Giordano, lei sa cosa significhi vincere a Napoli: questi ragazzi possono farcela?
Vi sono alcune analogie rispetto al passato. La squadra di Sarri lo scorso anno è arrivata terza, come il mio Napoli. Anche adesso percepisco la consapevolezza di poter riuscire nell’impresa. Certo una cosa è avvicinarsi alla vittoria, un’altra è vincere. E la sfida con la Juventus è una tappa importante.

Importante, ma non decisiva?
No, perché sono cambiate le dinamiche e i rapporti di forza. Lo scorso anno il campionato era molto meno equilibrato. Questa volta ci sono anche altre antagoniste. Basti pensare che se la sfida finisce pari, l’Inter si ritrova sola al comando e la Roma può rientrare. Napoli-Juve aiuterà a dare una fisionomia precisa alla classifica, può delineare i rapporti di forza, ma non sarà decisiva.

maradona giordano careca

Bruno Giordano e Maradona, protagonisti della “Presa di Torino” del 1986

La Juventus appare in difficoltà…
In realtà il cammino dei bianconeri è abbastanza lineare. É il Napoli che sta completando un percorso straordinario. Non ha mai perso una partita, ha vinto quasi sempre, sembra inarrestabile. Se batte anche la Juve acquisirà grande fiducia e maggiore quella consapevolezza che finge da discriminante fra il voler e il poter vincere.

«Maradona, basta la parola»

C’è un Giordano in questo Napoli? Questo tridente è paragonabile alla Ma-Gi-Ca?
No, non mi rivedo in nessuno degli attuali giocatori del Napoli. Non Insigne, né Mertens. Anche i paragoni sono complicati. Sono passati tanti anni, il calcio è profondamente diverso. Ai nostri tempi si giocava a uomo, le marcature erano molto più ferree, i difensori più arcigni anche perché il regolamento non era così severo. E poi noi avevamo Diego. Un tridente con Maradona: basta la parola.

maradona giordano careca

Il tridente Ma-Gi-Ca: da sinistra, Giordano, Careca, Maradona

E allora chi è il più forte di questi tre?
Caratteristiche diverse e complementari. Callejon è utilissimo a livello tattico. Credo che Insigne sia decisamente una spanna sopra tutti. É il miglior talento italiano ed un calciatore con ampi margini di crescita. Mertens ha più confidenza con il gol, ma è meno decisivo. Insigne partecipa alla manovra, inventa e segna. É il calciatore che può decidere la partita.

«Dybala non è un sopravvalutato»

Dybala è in calo? Paragonato a Messi, forse troppo?
É un grande giocatore, non è sopravvalutato, ma attraversa, come capita a tutti i giocatori, un momento di appannamento di forma. Anche lui potrà essere un fattore discriminante del match. Sarà una gran bella partita.