Patrizio Cacciari

Campione del Mondo 1982 con tanto di gol segnato in finale contro la Germania Ovest, 61 anni tra un paio di settimane e nessun irrisolto con il mondo del calcio. Alessandro Altobelli, Spillo per tutti i tifosi, monumento dell’Inter e della Nazionale Italiana, a parlare di calcio si diverte, dopo averci giocato una vita e lasciato un segno indelebile. Ecco la sua intervista in esclusiva per Il Posticipo.

Altobelli, nell’attacco dell’Inter negli ultimi anni hanno giocato veri e propri fenomeni di livello internazionale: da Klinsmann a Ronaldo, passando per Ibrahimovic e Milito. Eppure, il calciatore con il maggior numero di reti in Europa con la maglia nerazzurra è ancora lei, ben 34.
«Beh, allora per essere ancora più precisi (sorride, ndr) sono anche il miglior marcatore di tutti i tempi della Coppa Italia (56, di cui 46 in nerazzurro) e il secondo assoluto con l’Inter dietro a Giuseppe Meazza (209 reti contro 284). E in Nazionale ho segnato 28 gol, anche se me ne hanno assegnati solo 25. Con quei tre sarei terzo in classifica dietro a Riva, Meazza e Piola. Questo per dire che forse qualcosa di buono in carriera l’ho fatto».

Più che buono: un mondiale, uno scudetto e due Coppe Italia, oltre ai gol.
«Ho compiuto 60 anni da poco, ho smesso di giocare da 25 anni, eppure le persone che incontro mi ricordano ancora con molto affetto. Penso che questo sia dovuto anche alla professionalità e alla serietà personale che ho dimostrato negli anni. La gente ricorda quello che ho dato al calcio e lo apprezza. Inutile dire che oggi le cose sono cambiate, i giocatori si legano meno a un club, i percorsi individuali di ciascun atleta sono più confusi, non è facile far carriera. I tifosi dopo 3 anni non si sanno nemmeno più chi ha vestito la maglia della propria squadra del cuore. Per questo l’affetto che ricevo in giro ha ancora più valore».

Altobelli promuove icardi

Alessandro Altobelli ha disputato 466 partite e segnato 209 reti con la maglia dell’Inter.

Restiamo sugli attaccanti: oggi nell’Inter ce n’è uno che a lei non dispiace, Mauro Icardi.
«Considero Icardi come uno dei più forti attaccanti che ci siano oggi in Italia, ha una media straordinaria, è una punta di razza, da area di rigore, forte di testa, che tira i rigori. Ha molta personalità e sono convinto che possa fare la storia dell’Inter».

Addirittura? Forse Icardi di personalità ne ha anche troppa visti gli ultimi episodi di cui si è reso protagonista.
«Per giocare nell’Inter, in una città come Milano, la personalità è fondamentale. Più se ne ha e meglio è. Icardi deve solo pensare a prendersi gli applausi e anche i fischi quando sono giusti».

In questo periodo nell’Inter c’è un po’ di confusione. Lei cosa ne pensa?
«Diciamo subito una cosa: mandare via Mancini è stato un errore, soprattutto a pochi giorni dall’inizio del campionato. Poi la scelta di De Boer è stata incomprensibile. Un buon allenatore, certo, ma in Olanda. E’ arrivato in Italia senza conoscere il nostro calcio e si è ritrovato ad allenare la squadra di un altro. I provvedimenti presi erano inevitabili, ma l’errore è stato iniziale».

Adesso è arrivato Stefano Pioli, è fiducioso?
«Pioli è un buon allenatore, ha lavorato e fatto bene in una piazza difficile come quella di Roma, sono convinto che l’Inter potrà recuperare posizioni in classifica, ma soprattutto quei giocatori che all’improvviso non trovavano più spazio o che nessuno vedeva più, da Brozovic a Nagatomo a Kondogbia a Gabigol. L’Inter ha un patrimonio ancora da sfruttare».

L’esordio di Pioli non sarà facile visto che ci sarà il derby con il Milan. Se la sente di fare un pronostico?
«Si dice che chi sta peggio abbia maggiori possibilità di vincere un derby, quindi l’Inter potrebbe farcela. Ma scherzi a parte, le due squadre milanesi, per il blasone che hanno, devono ritrovarsi in poco tempo, perché la loro assenza dal calcio che conta sta penalizzando il calcio italiano e quello europeo».

Parliamo ancora di attaccanti: Paolo Rossi, Altobelli, poi Baggio, Vieri, Inzaghi. La Nazionale oggi non se la passa benissimo in quel reparto. Perché?
«A me questa Nazionale che punta sui giovani non dispiace affatto. Belotti, Insigne, Immobile, Zaza. Talenti che possono fare bene ne abbiamo. E’ un bel modo di lavorare questo di Ventura. Attualmente la nazionale è “fatta” per metà, grazie al blocco difesa/centrocampo abbastanza collaudato. Dobbiamo aspettare che crescano i giovani là davanti. I nomi sono questi non ne vedo altri in giro».

Altobelli intervista icardi

Con la maglia azzurra Altobelli ha segnato 25 gol.

Nemmeno Balotelli?
«Balotelli è un buon giocatore in campo. Lui poi ha altri problemi. Ora sta facendo bene in un campionato come quello francese che non è al livello degli altri, è più facile. Se dimostra di aver ritrovato la serenità Ventura non gli negherà la possibilità di rientrare».

Chiudiamo con una battuta: prima mi ha detto che Icardi può fare la storia dell’Inter. Più di Altobelli?
«Icardi ha tutta la carriera davanti per frantumare ogni record. Solo una cosa può impedirglielo: qualche big d’Europa pronta a portarlo via da Milano grazie alle possibilità economiche. Sarebbe un peccato».

Domenica si disputerà Milan-Inter, esordio per Pioli in panchina. Altobelli è fiducioso.

Domenica si disputerà Milan-Inter, esordio per Pioli in panchina. Altobelli è fiducioso.