Patrizio Cacciari

Dopo Guido Masetti e Franco Tancredi, ma prima di Alberto Ginulfi, Paolo Conti e Francesco Antonioli. Con 191 presenze, collezionate dal 1989 al 1997, Giovanni Cervone è il terzo portiere di tutti i tempi nella storia della Roma. Nato a Brusciano, classe ’62, carattere schivo e generoso, forse non ha raccolto tutto quello che meritava in carriera, a causa anche di una concorrenza che ai tempi era davvero tanta in quel ruolo. Domenica a Roma si gioca il derby, Cervone ne ha disputati parecchi e ne ha vinto uno storico, quello del 1994 con Mazzone. Gli abbiamo chiesto di quel meraviglioso calcio anni Novanta e anche un pronostico sulla sfida di domani.

Intervista esclusiva a Giovanni Cervone

Giovanni, hai giocato nella Roma dal 1989 al 1997. Tra i portieri della storia romanista, sei un bandiera…
«Sono fiero e orgoglioso di aver giocato per 8 anni con la Roma. Non è stata un’impresa facile, ci sono riuscito, è stato un bel periodo, ho giocato con tanti compagni forti, avevo un bellissimo rapporto con i tifosi».

Qual è stata la Roma più forte in cui hai giocato?
«Quella del secondo anno di Mazzone. Eravamo un gruppo davvero compatto, peccato che la rosa fosse un po’ corta. Erano altri tempi e avevamo qualche problema in difesa. Perdemmo un po’ di punti all’inizio ma alla fine arrivammo quinti. Una bella annata».

Una bella annata a cui è legata anche uno storico derby, l’unico che hai vinto, quello dello 0-3.
«Una vittoria memorabile. La Lazio aveva molti giocatori importanti, il Presidente Cragnotti stava cominciando ad allestire la squadra che di lì a poco iniziò a vincere coppe e uno scudetto. Tutti ci davano per sfavoriti, ma entrammo in campo con una rabbia e una cattiveria agonistica incredibile».

Avevi qualche grossa rivalità con uno o più giocatori della Lazio?
«Direi di no. Rispettavo sempre tutti, non ero uno che rilasciava molte dichiarazioni, non me la prendevo mai con nessuno. Solo una volta reagii un po’ male ad Alen Boksic, ci fu un parapiglia in campo, perché non mi era piaciuta una sua entrata su Carboni».

All’epoca di quel derby ci fu il famoso sondaggio del Corriere dello Sport: la formazione titolare della Lazio batteva quella romanista 11-0 in una sfida ruolo per ruolo.
«In campo le cose andarono diversamente. Mazzone preparò molto bene la sfida, ogni giorno ci ricordava di quanto tutti ci stessero sottovalutando, “fateje vedé che non è così”, ci ripeteva ogni giorno».

Com’erano i tuoi rapporti con Mazzone?
«All’inizio ebbi qualche problema, la società mi mise fuori rosa. Fu lui a dirmi di non mollare. E dopo un po’ mi ripresi il posto da titolare. Poi avemmo un diverbio io e lui, e stavolta fu Mazzone stesso a mettermi di nuovo fuori rosa! Era uno tosto, “romanaccio” di quelli veri. E anche io avevo il mio bel carattere. Più avanti la cosa fu risolta e di lì in avanti andò tutto per il meglio».

Quando giocavo io, Roma e Lazio erano squadre da metà classifica eppure ai derby c’erano 75 mila persone, un’atmosfera incredibile, cori incessanti.

Quei derby anni 90 erano caratterizzati da fantastici spettacoli sugli spalti. Cosa ne pensi della situazione di oggi? La Curva Sud resterà vuota.
«E’ un vero peccato. Onestamente sono sorpreso, pensavo e speravo che le misure prese dalle istituzioni durassero qualche mese. Invece sembra quasi che l’ambiente si sia abituato a uno stadio vuoto. Non è giusto, non va bene. E’ una punizione che i tifosi non meritano. Punite chi dà fastidio. Quando giocavo io, Roma e Lazio erano squadre da metà classifica eppure ai derby c’erano 75 mila persone, un’atmosfera incredibile, cori incessanti. Giocare con alle spalle la curva che ti incita è una sensazione unica. E poi non capisco, si guarda tanto allo show, ma vedere le partite della Roma in tv con lo stadio mezzo vuoto è davvero brutto».

intervista giovanni cervone

Cervone insieme a Gigi Radice, Thomas Berthold e Antonio Comi.

Szczęsny e Alisson, qual è il tuo commento tecnico sui due portieri della Roma?
«Il polacco è molto bravo tra i pali, mi piace, ma deve migliorare sulle palle alte. Deve mostrare più personalità in area di rigore. Il brasiliano lo abbiamo visto poco, ma mi sembra già di un certo livello. Il problema è che deve giocare. Sinceramente lo avrei mandato un anno in prestito in qualche squadra italiana e il prossimo anno, in base anche alla decisione su Szczęsny, avrei puntato definitivamente su uno dei due». 

L’era Buffon si avvia verso il tramonto? La scuola di portieri italiani in che stato di salute è?
«Con Perin e Donnarumma il futuro della Nazionale Italiana mi sembra a posto. Il primo è giù su alti livelli da 3-4 stagioni, l’altro, giovanissimo, è nato fenomeno. Più in generale ho visto che stanno crescendo tanti giovani italiani. Mi piace molto Meret della Spal (in prestito dall’Udinese), che ora si è fatto male».

Ero favorito per andare come terzo a Italia ’90, ma a marzo mi infortunai ai legamenti e quindi persi la mia grande occasione.

Tornando invece a Giovanni Cervone. Mai una presenza in Nazionale, nemmeno una convocazione. Perché?
«Un po’ per sfortuna e un po’ per colpa mia. Ero favorito per andare come terzo a Italia ’90, ma a marzo mi infortunai ai legamenti e quindi persi la mia grande occasione. Poi arrivò Sacchi a cui qualcuno chiese proprio di una mia eventuale convocazione, ma lui rispose che puntava sui giovani, che io ormai avevo 32 anni, ma che mi avrebbe fatto un regalo. Io, che avevo il mio carattere, gli dissi che non avevo bisogno dei suoi regali».

Non eri molto diplomatico…
«Mai stato e un po’ l’ho pagata. Sopratutto per il dopo carriera. Non sono mai riuscito a entrare nel mondo del calcio ad alti livelli. Ora però sto collaborando con il Fondi Calcio in Lega Pro. E non posso che dire grazie al Presidente Ranucci. Sono nato così e così morirò, non mi sono mai piegato».

La Roma nel derby avrà qualche assenza pesante in attacco. Chi faresti giocare?
«Perché non Totti? Uno come lui lì davanti può interpretarla nel modo giusto, sta bene, la sente… poi l’ultima starà a Spalletti, ma penso che sia necessario cambiare modulo e schierare una squadra simile a quella scesa in campo a Napoli».

Chi vincerà il derby?
«Il derby non è mai scontato, ma la Roma ha qualche possibilità in più».

intervista giovanni cervone

Cervone impegnato durante un Milan-Roma del 1997.