Patrizio Cacciari

Mercoledì 24 aprile 1991, la Roma a 3 minuti dalla fine sta vedendo sfumare la possibilità di giocare la sua prima finale di Coppa Uefa. All’improvviso un lampo in campo e un boato sugli spalti. Voeller e Rizzitelli, quasi contemporaneamente, gettano il pallone alle spalle di un giovanissimo Peter Schmeichel con le ultime forze rimaste. L’ostico Broendby è eliminato. L’Olimpico impazzisce di gioia, dopo 90 minuti di tifo infernale. Ruggiero Rizzitelli, classe 1967, 154 presenze e 29 gol con la maglia della Roma, ripensa con nostalgia a quella serata, una delle tante, in cui il pubblico romanista sapeva fare la differenza.

Intervista esclusiva a Ruggiero Rizzitelli

Rizzitelli, com’era giocare in un Olimpico pieno?
Non mi ci faccia pensare. Era qualcosa di straordinario. Sentire la carica della curva sud era qualcosa di cui sentivo il bisogno fisico. A quei tempi chiedevamo al mister di andare allo stadio parecchie ore prima. Ci piaceva scendere in campo per sentire il calore dei tifosi.

Qual era il momento più bello?
Personalmente era quando sentivo il coro che i tifosi mi dedicavano. Mi caricava da matti, non potevo farne a meno.

Cosa è successo oggi?
I tifosi protestano giustamente per queste barriere. Non capisco per quale motivo ci siano solo a Roma. Sa qual è la cosa che mi dispiace maggiormente? Che alcuni calciatori attuali della Roma non hanno visto la vera curva sud, quella che ti trascina con cori e coreografie pazzesche, oggi non più disponibili.

La società si è mossa ma non è bastato per ora.
Purtroppo no, io spero ancora che i tifosi possano magari far finta che contro il Lione sia una partita in trasferta. Lì ancora ci vengono e il loro apporto si sente.

La Roma contro il Lione si gioca molto.
E’ vero ma le sensazioni sono positive. Le parole di Luciano Spalletti alla vigilia del match mi hanno dato un enorme entusiasmo. Parlare del 60% di possibilità di passaggio del turno è stata una grande mossa psicologica, che spero venga recepita dai calciatori.

Rizzitelli sarebbe sceso in campo con il coltello fra i denti…
Io ancora mi esalto come un tempo. Ero anche un po’ abbattuto per i risultati di questo ultimo periodo, ma il mister mi ha veramente caricato. Magari potessi scendere in campo io…

Dove giocherebbe Rizzitelli nella Roma di Spalletti?
Forse esterno. Anzi, no! Nel ruolo di Nainggolan. Sì mi ci vedo bene alle spalle di una prima punta come Dzeko. Ho sempre fatto la seconda punta, mi piace correre, dare tutto per la squadra.

La Roma può farcela?
Il primo tempo di Lione lo ha dimostrato. I francesi dietro non sono perfetti. In attacco invece sono al livello della Roma, hanno segnato 88 gol in stagione, la Roma 90.

Puntare sull’Europa League sarebbe la giusta strategia, visto il percorso scudetto e quello Coppa Italia al momento compromessi?
Soprattutto perché sono rimaste poche squadre tecnicamente superiori alla Roma. Ci sono il Manchester United e lo Schalke (che rischia di uscire, ndr). Certo, la Roma storicamente non è fortunata nel sorteggio.

Come finirà la stagione della Roma
Passare il turno potrebbe ricaricare l’ambiente in vista del difficile ritorno di Coppa Italia contro la Lazio. Sarebbe bello che questa squadra riesca a risollevarsi, se lo merita per tutto quello che ha fatto vedere finora. Restare uniti è il segreto. Proprio come eravamo noi.