Luigi Pellicone

Il Napoli può vincere”. Pensieri e parole di Mario Ajello. La prima firma politica de Il Messaggero sveste i panni dell’analista da res publica e parla di calcio. Focus, ovviamente, sul  Napoli.

Intervista esclusiva a Mario Ajello

D’estate, è calcio mercato: si parla di un avvicendamento fra i pali. Al Napoli serve un portiere?

Sì, e lo dico con dispiacere. Reina  ha “bucato” un paio di partite ma resta eccezionale. In campo e nello spogliatoio. Inoltre è perfetto per il gioco di Sarri. È l’undicesimo uomo di movimento: sa disimpegnarsi con i piedi e giocare con i compagni. Sostituirlo è talmente complicato che, paradossalmente, potrebbe giocare ancora in azzurro”.

 A proposito di Sarri: il tecnico è il valore aggiunto di questo Napoli?

“Assolutamente sì. Non lo dico da tifoso ma da appassionato: vedere il Napoli è una meraviglia. La squadra non esprimeva un gioco così divertente da decenni: funziona perfettamente in ogni ingranaggio. Ammiro il nostro allenatore. Il suo capolavoro è aver ritagliato un ruolo da 2falso nueve” a Mertens. Una invenzione straordinaria.”

Sarri è amatissimo in città. Da dove nasce questo legame con Napoli?

“Sarri è diverso dall’antropologia locale. Mi spiego: Il napoletano si lega quando avverte, epidermicamente, qualcosa di estraneo, di “diverso” da sé. Sarri ha origini napoletane, ma sembra non sia neanche italiano. È misurato, serio, concreto. Sa gestire gioia e depressione. Non si perde in chiacchiere. Sarebbe un grande politico”.

Maurizio Sarri

Sarri grande stratega, De Laurentiis a volte controproducente

Sarri politico: non è male…

Sarri ha il profilo del grande stratega. Si prende molto tempo prima di scegliere. Sembra troppo. In realtà ragiona in funzione del margine di errore. Basta considerare i casi di Zielinski e Rog. Inseriti al momento giusto, senza bruciare i tempi. Perfetto. Nel calcio, come nella vita chi valuta centellinando i pro e i contro, non prende né perde tempo. Anzi, nonostante le apparenze, lo sfrutta pienamente: perché nel momento in cui lo stratega prende la decisione finale, spesso è quella giusta”.

De Laurentiis, invece, è meno amato. Consigli per gli acquisti?

Il presidente ha un rapporto complicato con la città, figlio di eccessi derivanti da un carattere particolare: è vulcanico, passionale, un po’ guascone. Sfocia in eccessi di protagonismo controproducenti per una squadra che non necessita di chissà quali acquisti. Il Napoli è un collettivo straordinario con una qualità media molto alta. Va bene così. Il calcio di Sarri non richiede fuoriclasse, ma interpreti adatti al suo spartito di gioco. Rientrerà Milik, che può alternarsi con Mertens. Non so se il belga sarà restituito al ruolo di esterno. Giocando la Champions (speriamo, sorride ndr) ci sarà spazio per tutti. Ecco, forse, oltre al portiere, servirebbe “azzeccare” la quarta punta. Gabbiadini e Pavoletti non hanno mantenuto le promesse”.

Arkadiusz Milik

Aspettative alte. Dove può arrivare questo Napoli?

“La Juventus deve assorbire la batosta di Cardiff e sarà ossessionata dalla ricerca della vittoria in  Champions. Una rincorsa che potrebbe sottrarle punti preziosi. La Roma, privata di Spalletti, mi sembra meno competitiva. Al netto di imprevisti e probabilità il Napoli è da scudetto purché limi il difetto congenito: rare deconcentrazioni che costano punti preziosi. A volte, immagino la classifica con le vittorie sul Sassuolo e la Roma in casa. Ecco, se il Napoli supera la tendenza a improvvise défaillance, può vincere.