Adriano Stabile

Brava, carina e spontanea con tutti. Matilde Gioli è un’attrice emergente che vive la sua carriera con grande semplicità. Milanese di 27 anni, è diventata celebre grazie al film “Il capitale umano” di Paolo Virzì che le è valso premi e stima, nonostante fosse all’esordio sul grande schermo. Da qualche giorno al cinema con “The Startup: accendi il tuo futuro”, in cui interpreta Cecilia, Matilde Gioli è un’appassionata di sport: da ragazzina ha praticato il nuoto sincronizzato e promette di far fare uno sport di squadra anche ai suoi figli, quando li avrà. Già valletta del recente “Rischiatutto” con Fabio Fazio, Matilde adesso è concentrata sulla sua carriera. Si racconta in esclusiva a “Il Posticipo” alla vigilia dell’uscita della fiction “Di padre in figlia”, con Cristiana Capotondi, Alessio Boni, Stefania Rocca, Domenico Diele, Alessandro Roja, Francesca Cavallin e Demetria Bellina.

Matilde Gioli in tv con “Di padre in figlia”

“Di padre in figlia”, che andrà in onda in quattro puntate su Rai Uno a partire da martedì 18 aprile, racconta l’emancipazione femminile tra il 1958 e il 1980, attraverso le vicende della famiglia Franza, che gestisce alcune distillerie del Veneto. Matilde Gioli è Elena Franza, una delle tre figlie di Giovanni, che ha il volto di Alessio Boni, patriarca incapace di accettare l’indipendenza e l’intraprendenza imprenditoriale delle proprie eredi.

A pochi giorni dalla prima puntata di “Di padre in figlia” senti un po’ di tensione per il giudizio del pubblico televisivo?
«Ne sento tanta, non soltanto un po’. Sono emozionata perché è la prima volta che esco con un film in televisione. Il pubblico è diverso, si entra in tante case degli italiani. Spero davvero che il mio personaggio e tutto il film possano far vivere al pubblico italiano di ogni età un viaggio nel tempo che sia coerente con quello che realmente c’è stato in passato. Io non ho ancora visto nulla e aspetto di gustarmi “Di padre in figlia” a casa con la mia famiglia».

Il tuo personaggio è Elena Franza che vive un amore complicato con Filippo, interpretato da Alessandro Diele.
«Sì, è un amore complicato anche perché rimane incinta molto presto in maniera incosciente. Dal momento che siamo tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 e visto che mio padre, interpretato da Alessio Boni, è molto conservatore e “padrone”, Elena è obbligata a sposarsi e a mettere su famiglia, anche se non era un suo desiderio. Avere una famiglia e fare dei figli è comunque qualcosa di bello e infatti l’epilogo non sarà negativo».

Matilde Gioli intervista

Matilde Gioli e Alessio Boni nella fiction “Di padre in figlia”

La vigilia della prima puntata di “Di padre in figlia”: «Sento tanta tensione, è la mia prima volta in televisione. Il pubblico della tv è diverso, si entra nelle case degli italiani. Questa fiction sarà un viaggio nel tempo»

Tu sei milanese, hai dovuto imparare il dialetto veneto per recitare in questa fiction?
«Sì, avevamo un coach che ci ha aiutato. Credo comunque che, rispetto agli attori di Roma, sono partita avvantaggiata perché comunque Veneto e Lombardia sono regioni vicine. Abbiamo poche cose in comune, ma sicuramente la “canzone” (della lingua, n.d.r.) è simile. È stato impegnativo perché l’accento era molto forte. Più andiamo indietro nel tempo e più gli accenti linguistici erano marcati nelle varie regioni italiane. È stato un bel lavoro».

Da ragazza hai praticato il nuoto sincronizzato. È vero che ti ha insegnato a vivere in giro, come ti capita spesso nella tua vita di attrice?
«Sicuramente. Il nuoto mi ha portato in giro per l’Italia: la vita un po’ da nomade ero già abituata a farla. Anche gli scout, che ho fatto per tanti anni, mi hanno insegnato a viaggiare. Queste due esperienze, sport e scout, mi hanno aiutato ad affrontare con tranquillità l’esistenza un po’ disordinata dell’attore, sempre in movimento».

Lo sport ti ha insegnato anche applicazione e disciplina?
«Sì. Se avrò dei figli li spingerò a fare sport. C’è un ambiente sano, soprattutto negli sport di squadra che ti insegnano a stare tutti insieme, a convivere con il prossimo e a fare fatica per un obiettivo comune».