Patrizio Cacciari

Nino Benvenuti lo ricorda con un sorriso. Perché Mohammad Ali non è stato solo il più grande pugile di tutti i tempi, un simbolo per lo sport mondiale, un esempio da imitare anche fuori dal ring. Per Nino Benvenuti, Ali era soprattutto un amico, da ricordare e da non dimenticare mai per i valori che ha incarnato e trasmesso.

Benvenuti, che cosa provava un pugile che saliva sul ring e di fronte si trovava Muhammad Ali?
“Beh, per me era un amico, per tutti era una leggenda, ma ai miei occhi era una persona cara”.

Eppure alla leggenda lei nel 1960 ha soffiato anche un titolo.

“Si riferisce alla Coppa Val Baker?”

Proprio quella…
“[sorride…] Ma all’epoca lui aveva appena 18 anni, io ero già sui 22, avevo qualche anno di esperienza in più e sono riuscito a ottenere dei risultati che mi assegnarono quel titolo”.

Che valore ha la sua scomparsa nel mondo dello sport di oggi?

“Ali nella sua vita ha dimostrato di essere non solo un atleta modello, ma anche un uomo completo. I suoi incontri sono stati un esempio di grande pugilato, ma mi viene difficile dire se fosse più grande dentro o fuori dal ring”.

Ali è stato grande per il suo impegno e le sue battaglie per i diritti civili.
“Per un atleta di quella fama portare fuori le proprie idee può anche essere facile, il difficile, una volta fuori, è dimostrare di avere le qualità umane per portare avanti quelle idee. Lui ci è riuscito sicuramente”.

Tre anni fa lei ha scritto un libro dal titolo “L’Isola che non c’è”. Non si tratta di una storia di sport, ma ha voluto raccontare l’esodo istriano e il dramma di quegli anni. Perché?
“Anche io ho cercato di portare fuori le idee, ho voluto raccontare quella storia, la mia storia, per far capire che dietro lo sport, il campione, il successo e le vittorie, possono esserci anche sofferenza, ferite, rabbia, voglia di riscatto. Sono felice di quello che ho fatto”.

Ali è stato il più grande pugile di tutti i tempi, lo sarebbe anche oggi?
“La sua boxe era antica e moderna, il suo fisico atletico e leggiadro, ha incarnato stili e inventato colpi. Non avrebbe rivali nemmeno oggi. Era un pugile moderno già alla’ora”.

Si possono fare paragoni con qualche altro campione del passato?
“Per me no. Non c’è nessun altri che incarni quello che lui ha significato per il pugilato e non solo”.

Un aggettivo per definirlo?
“Grandissimo, uso un superlativo. Il più grande Campione di tutti gli sport”.