Francesco Cavallini

Un ricordo indelebile legato alla Roma? La Champions League. Era il 2008. Madrid, Bernabeu, ritorno degli ottavi di finale. La famosa partita di Taddei. Ecco, quello che ricordo bene era la tensione prepartita. Forte, fortissima. Siamo arrivati presto allo stadio e quando mancava ancora parecchio al fischio iniziale stavo già malissimo. Allora ho pensato di bere qualcosa, magari avrebbe stemperato la questione. Birra. Eppure niente. Mi sono accorto solo dopo che era analcolica. Poi quando l’arbitro ha fischiato è andata ancora peggio. A un certo punto ho guardato l’orologio ed era solo l’ottavo minuto. A me sembrava stessero giocando da un’eternità.

Soffro lo stress, sono stanco e fuori forma, cantavano i Velvet all’inizio del nuovo millennio. Ed ora che di tempo ne è passato e che i quattro ragazzi sono diventati uomini, con tanto di lunga e importante carriera, Pierfrancesco Bazzoffi, storico bassista della band romana, lo stress continua a soffrirlo, ma solo quando gioca la Roma. E lo ha raccontato in un’intervista a Il Posticipo.

Intervista a Pierfrancesco Bazzoffi

Se una singola partita ti ha fatto questo effetto, non oso immaginare come tu abbia vissuto l’addio di Totti…
Sai una cosa? Non c’ero. Io, tottista convinto, non ero allo stadio. Avrei voluto, ho fatto di tutto per esserci, ma non ci sono riuscito. Durante la settimana in cui hanno messo in vendita i biglietti non ero in Italia e quando sono ritornato erano già finiti. Un peccato, perchè si è celebrata la carriera del più forte giocatore della Roma di tutti i tempi e sarebbe stato bello partecipare dal vivo.

Vai spesso all’Olimpico?
Certo, tribuna Tevere, settore famiglia, vado con mio figlio. Che però non vede l’ora di esordire in Curva Sud. Vorrei portarcelo a breve, magari scegliendo una partita importante. 

Come vedi questa nuova Roma? Ti piace Di Francesco?
Mi piace. Alcuni lo criticano perchè lo ritengono zemaniano. Partiamo dal presupposto che io adoro Zeman, ma il Boemo non si è mai saputo evolvere. Non puoi giocare per trent’anni alla stessa maniera, prima o poi tutti lo capiscono e prendono le contromisure adatte. Di Francesco invece è un allenatore moderno, che partendo dal 4-3-3 sta prendendo una sua strada e che va sostenuto. E poi non cerca il protagonismo, al contrario di Spalletti, che ho amato alla follia ma che nella sua seconda esperienza a Roma ha esagerato, soprattutto nella gestione del finale di carriera di Totti.

Di Francesco al lavoro

A proposito di Spalletti e di ex allenatori della Roma, meglio l’Inter di Luciano o il Milan dell’Aeroplanino?
L’Inter, perchè Spalletti, nonostante i suoi limiti caratteriali, è un grande allenatore e all’Inter, risultati a parte, non si è ancora visto quasi nulla di quello che può dare. Il Milan ha cambiato tanto, tantissimo, e non è pensabile che in così breve tempo Montella possa trovare un’identità alla sua squadra.

Torniamo alla Roma. Totti non c’è più, ma sono arrivati molti nuovi calciatori. Chi ti incuriosisce di più?
Assolutamente Schick. Ha talento da vendere e se esplode ne vedremo delle belle. Certo, già so che mi dispiacerà tra qualche anno quando lo vedremo andare via per offerte astronomiche a cui la Roma non potrà rinunciare. Ma se qualcuno arriva qui offrendo cento milioni di euro, significherà che Schick ci ha fatto divertire parecchio. Dei nuovi mi piace anche moltissimo Kolarov. E al contrario di qualcuno, non ho problemi con il suo passato laziale. Ma in fin dei conti, credo di apprezzare molto il calciatore mercenario, quello alla Ibrahimovic, che non si ferma mai troppo in una squadra. E forse dipende dal fatto che, da romanista, non ho bisogno di trovarmi altre bandiere oltre quelle che già ho. Ho avuto per vent’anni Francesco (Totti, ndr), ora ci sono Daniele e Alessandro (De Rossi e Florenzi, ndr) e probabilmente Pellegrini. Perchè dovrei affezionarmi a qualcun altro?

Quest’anno in campo c’è anche la novità del VAR. Sei d’accordo all’ausilio video agli arbitri?
Il VAR non risolverà molto, almeno per come è strutturato al momento. Intanto l’arbitro può decidere se interpellare il video o no. E poi anche guardando e riguardando in continuazione, non è detto che la decisione sia per forza esatta, ci sarà sempre spazio per le polemiche. E a questo punto continuo a preferire l’errore umano.

var arbitri tempo effettivo

Il VAR al lavoro durante Atalanta-Juventus

Domanda secca: chi lo vince lo Scudetto?
Le favorite sono Napoli e Juventus, che se la dovrebbero giocare alla pari. Metto prima il Napoli perchè sembra essere l’anno buono: hanno una squadra forte e collaudata e soprattutto hanno cominciato a non perdere punti nelle partite apparentemente semplici come facevano negli anni scorsi. Ma la Juventus è sempre la Juventus e nonostante qualche acquisto estivo che non mi ha convinto del tutto, ha comunque giocatori in grado di risolvere le partite con dei lampi, anche nel caso il gioco dovesse latitare. L’importante è che non segni spesso Dybala, ma Higuain. Sai com’è, ce l’ho al fantacalcio. E il fantacalcio ti porta a tifare per giocatori di altre squadre. Tranne, ovviamente, quando giocano contro la Roma.

E la tua Roma può dire la sua, sia in Italia che in Europa?
Non ci ho pensato e onestamente non ci voglio pensare, perchè mi conosco e so che comincerei a fare delle tabelle. Vinciamo qui, questa la pareggiamo, questa si può perdere… Quindi preferisco vivere il campionato partita per partita, senza troppi calcoli. La Roma può far bene, ma non creiamoci troppe aspettative, altrimenti ci rimaniamo male. E lo stesso discorso vale per la Champions. Il girone è difficile ed eventualmente arrivare terzi contro Chelsea e Atletico Madrid non dovrà essere vissuto come un fallimento. Certo, se si riuscisse a pareggiare a Londra, le cose potrebbero cambiare, potresti arrivare a giocarti tutto contro l’Atletico a Madrid… Ecco, hai visto? Lo sapevo, ho già cominciato con le tabelle…