Elisa Ferro Luzzi

Tiene banco in casa Lazio la vicenda Biglia. Il capitano biancoceleste, che a breve dovrebbe rinnovare il proprio contratto, sabato ha sfiorato la rissa con un tifoso al termine della partita persa in extremis con il Chievo. Abbiamo parlato di questo e in generale del ruolo di leader con Pino Wilson, lo storico capitano di quella Lazio che andò a conquistare il primo scudetto della sua storia nel 1974.

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La rissa sfiorata tra Biglia e un tifoso dopo Lazio-Chievo

Intervista esclusiva a Pino Wilson

Sabato dopo la sconfitta con il Chievo c’è stata quella brutta lite tra Biglia e un tifoso, lei cosa ne pensa? Ha avuto ragione Biglia a reagire agli insulti?

«Dopo una partita che per altro è finita anche male, per cui gli stati d’animo sono molto tesi e molto forti, un giocatore non è mai lucido per cui la reazione di Biglia cerco di giustificarla in questo modo, anche se se ne poteva fare a meno. Ci sta che il tifoso che paga il biglietto, fino a che non lede la persona in modo più pesante, possa esprimere il proprio malcontento. Purtroppo il fatto è capitato nel momento sbagliato, se questo fosse accaduto a distanza di tre o quattro ore probabilmente non staremmo a parlare di questa cosa. Che è molto grave perché va un po’ a ledere gli interessi della squadra in un momento un po’ particolare della stagione. Poi io e i miei compagni di squadra dell’epoca (la Lazio di Maestrelli, ndr) non è che facciamo grande testo, quindi mi sembra poco corretto da parte mia dire “no non doveva farlo”, noi abbiamo avuto episodi molto più eclatanti e forti. Ma mi limito a commentare quello che è successo»

lazio campione d'italia 1973 1974

La Lazio Campione d’Italia 1973-1974

Quell’episodio ha messo in dubbio la permanenza di Biglia alla Lazio visto che in quei giorni si stava discutendo per il rinnovo che sembra comunque in arrivo. L’argentino ha le caratteristiche giuste per diventare quel tipo di capitano, di leader, che da tanto manca alla Lazio?

«Su questo qualche dubbio ce l’ho anche perché credo che lui abbia avuto tutto il tempo per potersi mettere nei panni del leader. E’ un buon giocatore, sicuramente importante, però credo che il fatto stesso che abbia vacillato davanti all’offerta di rinnovo della società, di fronte all’offerta più alta fatta dalla Lazio negli ultimi anni (2,5 milioni più 500mila euro di bonus) voglia dire molto. Secondo me poteva firmare anche prima. E’ anche questo che lo ha portato ad essere giudicato non in maniera oggettiva, quando si rifiutano questi soldi è segno che te ne vuoi andare oppure hai altre squadre dietro. Poi questo tira e molla non ha giovato a nessuno, né a lui né alla squadra, da qui i malumori e probabilmente anche l’esplosione del tifoso»

La rottura tra Candreva e la Lazio è avvenuta proprio quando Pioli nel 2015 ha deciso di dare la fascia di capitano a Biglia. Secondo lei al tempo ha fatto bene a darla a lui?

«Io se fossi stato Pioli non l’avrei data né all’uno né all’altro. L’avrei data a Radu perché è quello con più esperienza, con più gare sulle spalle, è uno che è legato a questa società in maniera molto forte. Avrei dissipato qualsiasi sofferenza da parte dell’uno e dell’altro dandola a Radu. Purtroppo si è scelto in quel modo e questo ha provocato, anche se inconsciamente, una reazione negativa da parte di Candreva»

lucas biglia lazio capitano

Lucas Biglia, l’attuale capitano della Lazio

Possiamo dire che gli unici capitani veri della Lazio siete stati lei e Nesta. Come il club biancoceleste non è mai più riuscito a tirare fuori un leader così, un capitano che diventasse simbolo della tifoseria?

«Non voglio di parlare di me stesso (ride, ndr) perché sarebbe difficile e poi sarebbe anche molto antipatico. Però per quello che riguarda Nesta mi sembra che lui avesse tutti i presupposti per poter fare il capitano, il giusto attaccamento alla maglia anche se poi è andato via al Milan. Ma sappiamo tutti quanti come è andato via, non certo per sua volontà. Poi anche lo spessore tecnico fa soprattutto la sua parte, se poi lo spessore tecnico viene abbinato ad una personalità, all’attaccamento, a quello che si dà in campo, a quello che si dà fuori allora viene fuori il ritratto del vero capitano»

pino wilson giorgio chinaglia

Pino Wilson e Giorgio Chinaglia

Il tifoso laziale secondo lei sotto sotto un po’ soffre il fatto che dall’altra parte del Tevere abbiano invece lo stesso capitano, Totti, da anni?

«Non credo proprio. Credo che tutti noi guardiamo in casa nostra e che questo non possa assolutamente interferire»

La Lazio stasera è impegnata nella sfida di Coppa Italia con l’Inter a San Siro. Come si comporterà la squadra?

«La Coppa Italia è una competizione importante che fa gola un po’ a tutte quindi credo che si farà bene se si partirà con il principio che è una partita che deve esser vinta. Non lo abbiamo fatto prima delle feste dopo aver disputato un bel primo tempo per un errore del singolo, è ovvio che ora a distanza di tempo l’Inter è cresciuta e sta meglio di noi, a livello psicologico parte favorita. Però noi ce la possiamo giocare con tutti e non vedo per quale motivo non dovremmo farlo stasera»

Un commento sul mercato di gennaio della Lazio

«Purtroppo non si è fatto mercato, che secondo me andava riferito soltanto al vice Immobile. La Lazio manca proprio in quella parte del campo; ha un giocatore che per quanto sia insostituibile può incappare, come successo, in una squalifica e quindi non abbiamo un sostituto non dico alla sua stessa stregua ma che possa in certe occasioni non farlo rimpiangere»

pino wilson di padre in figlio

Pino Wilson durante la manifestazione “Di Padre in Figlio”