Elisa Ferro Luzzi

Amatrice, il terremoto, gli aiuti da parte del mondo del pallone e da quello degli ultrasSergio Pirozzi, il sindaco che quel 26 agosto 2016 si caricò sulle spalle il popolo di Amatrice devastato dal terremoto, oggi è ancora in prima linea per cercare di riportare il paese ad una parvenza di normalità. Ha parlato con noi, in esclusiva, in merito alle ultime novità provenienti dall’Abruzzo ma anche della vicinanza del mondo sportivo e del suo futuro.

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Il Sindaco di Amatrice Pirozzi con il presidente dell’Atalanta Percassi (foto Eco di Bergamo)

Abbiamo letto in questi giorni della nascita della Contea di Amatrice, ci spiega un po’ come funziona?

Si tratta di un regolamento per la concessione di un contributo comunale sui versamenti fiscali, contributivi e previdenziali delle microimprese e dei liberi professionisti che, alla data del 24 agosto 2016, e al momento di presentazione dell’istanza, svolgevano la propria attività ad Amatrice. Una no tax area in cui sarà il Municipio a coprire le tasse. Andremo a sostenere tutto quel mondo che non c’è più, è necessario oggi un intervento di questo tipo. Se poi in fase di conversione del decreto legge il Governo lo attuerà in pieno tanto meglio, se lo attuerà solo in parte noi interverremo sulle parti escluse, se non lo attuerà per nulla per niente il nostro è pronto. 

Il mondo del calcio come si è comportato nei confronti di Amatrice?

Il mondo del calcio è stato straordinario. Partendo dalla Serie A fino alla terza categoria. Una solidarietà incredibile, soprattutto da parte dei tifosi straordinaria. Ci sono state varie iniziative da parte degli ultras, da una gran parte del mondo delle curve; non solo il calcio è venuto in nostro aiuto ma anche altre discipline sportive quali basket e hockey hanno finanziato la costruzione di impianti sportivi polivalenti che andranno all’interno delle aree occupate dalle case provvisorie. E’ stata una cosa bella, importante, straordinaria. Anche le società ci hanno aiutato, soprattutto quelle dilettantistiche.

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Il Sindaco di Amatrice Pirozzi con il Direttore Operativo del Torino Alberto Barile

E’ vero che si candiderà alla presidenza della Regione Lazio?

Non ci penso assolutamente. Spero di tornare presto ad allenare, è quello il mio lavoro, lo è stato per 24 anni. Se leviamo questa pausa forzata dovuta ad un evento catastrofico vorrei tornare a fare quello che era il mio lavoro. Il resto sono solo chiacchiere, può far piacere a livello personale che qualcuno pensi a te per quel ruolo ma io oggi sono concentrato su questa grande partita, ovvero non far morire e far ripartire un territorio che è stato devastato dalla forza della natura in maniera indescrivibile anche perché qui abbiamo avuto 239 morti. 

Oltre ad essere il sindaco di Amatrice lei è un allenatore, dicevamo. Prima o poi tornerà a guidare il Trastevere che probabilmente l’anno prossimo approderà in Lega Pro?

Non so. Sono contento per il Trastevere perché la squadra l’avevamo costruita, avevamo fatto un ottimo pre campionato pareggiando con la Sambenedettese e vincendo con l’Ascoli, avevamo passato il primo turno di Coppa Italia e poi è successo quello che è successo. Io seguo con affetto la squadra anche perché c’è il mio secondo (Gardini, ndr) che oggi sta dimostrando di essere un grande primo. E’ stato con me per tre anni per cui bene bene i ragazzi, bene la società; io non sono mai andato se non qualche volta il sabato per salutarli nei primi periodi. Mi sento con il capitano, per il resto non diciamo niente incrociamo le dita. La proprietà è legatissima a questa terra, io sono contento perché quel progetto che era partito tre anni fa e che avevo sposato pur con qualche perplessità è andato avanti ed ha portato a traguardi inaspettati. Questo progetto è partito da gente legata a questa terra ed è stato quello il motivo per cui all’epoca mi convinsi di andare ad allenare lì.

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Pirozzi e il suo secondo al Trastevere, Gardini

Secondo lei, che è un allenatore, chi è il miglior tecnico della nostra Serie A?

Il calcio non lo sto chiaramente seguendo più, sono andato giusto a due o tre partite ma sempre per Amatrice e non con la testa del tecnico. Oggi qualsiasi cosa dicessi sarebbe solo per sentito dire, però penso che al di là di quelli che militano nelle grosse squadre, è un ottimo lavoro quello che sta facendo Gasperini all’Atalanta nonostante la sconfitta di domenica per 7-1 con l’Inter.