Matteo Muoio

Bomber per i fan dei social, 10 puro in campo. Gli esordi con la Lucchese, quindi la Salernitana, 8 anni ad Empoli con parentesi a Venezia e Palermo, poi Lega Pro, Terza Categoria e Dilettanti. In più, svariate presenze con l’Under 21 e un Europeo di categoria vinto. Ighli Vannucchi non s’è fatto mancare nulla in carriera, giocando praticamente ad ogni livello del nostro calcio. Come costanti una classe cristallina e un destro fatato sempre al servizio della provincia, habitat naturale in cui per anni ha regalato magie. Appesi gli scarpini al chiodo nel 2015, oggi si dedica ad un’altra grande passione, la pesca; ha iniziato con un sito, ora, insieme a Gianfranco Monti, conduce il programma “Buona Pesca” su Sky. Abbiamo avuto il piacere di scambiarci quattro chiacchiere, tra i ricordi della carriera, le nuove occupazioni e qualche pensiero sul nostro calcio.

Vannucchi-Empoli

Vannucchi con la maglia dell’Empoli, stagione 2007-2008.

Intervista esclusiva a Ighli Vannucchi

Partirei dall’Empoli, la piazza cui hai legato i migliori ricordi. Come la vedi quest’anno e c’è, nella rosa di Martusciello, qualche giocatore che ti piace particolarmente?

“Devo dirti la verità, sto seguendo poco o nulla di questo campionato, dovresti aiutarmi tu! (ride, ndr). So che hanno avuto qualche difficoltà, mi sembra Gilardino se ne sia andato, dev’esserci stato un problema di inserimento. Gila è un campione, ma sai, quando in quel ruolo c’è un altro giocatore importante come Maccarone può succedere di non trovare la giusta alchimia. La classifica non dovrebbe essere così pessima, l’importante è rimanere fuori dalla zona retrocessione”.

Ho parlato di Empoli come piazza più importante per te. E’ giusto?

“Otto anni sono tantissimi: ho vissuto momenti storici per il club come promozioni in A, salvezze, Coppa Uefa. E’ stato un periodo importante e felice. Però porto dentro anche tanti altri ricordi: la Salernitana mi ha lanciato in Serie A e c’era una piazza veramente calda, a La Spezia siamo riusciti nell’impresa del “triplete” di categoria – campionato, Coppa Italia e Supercoppa di Lega Pro – e tuttora siamo gli unici ad averlo fatto in Lega Pro”.

Tra Empoli e La Spezia qualche partita pure in Terza Categoria, al Guamo.

“Niente, scaduto il contratto con l’Empoli, a 32 anni, ero svincolato e non avevo offerte. Quindi ho ripiegato in una squadra amatoriale, dove sono rimasto per 5 mesi giocando pure 2 partite. E’ stato fantastico perché quando sono risalito tra i professionisti ero l’unico calciatore in attività ad aver giocato pure in Terza Categoria”.

Vero! Hai giocato praticamente in tutte le categorie; sei stato un vero 10 di provincia, di quelli che oggi non se ne vedono quasi più. Perché secondo te?

“Il calcio oggi è molto più atletico e si punta perlopiù su ragazzi prestanti o con determinate caratteristiche fisiche, ci sono anche necessità tattiche differenti”.

Quanto è diverso, concettualmente, il calcio di oggi rispetto a quello dei tuoi esordi?

“Aldilà delle considerazioni che abbiamo fatto adesso, vedo che tra i tifosi è praticamente crollato il livello di piacere nel vedere le partite e in generale mi sembra scemato l’interesse generale; tutti si lamentano di un calcio italiano che non offre più grande spettacolo. Poi le bandiere non esistono quasi più, è rimasto solamente l’immortale Totti, cui auguro di continuare il più possibile”.

Hai qualche rimpianto riguardo la tua carriera?

“Assolutamente no, forse sono uno dei pochi giocatori che è riuscito a fare sempre quello che ha voluto. Nel senso, eccetto il Venezia ho sempre deciso io dove andare a giocare e in ogni società ho lasciato un bellissimo ricordo; in ogni piazza ho messo in campo e fuori tutto me stesso e il pubblico l’ha apprezzato”.

E’ vero che hai rifiutato il Milan?

“No, quando ero giovane ci sono stati tantissimi interessamenti ma non è mai scattata una vera trattativa. Diciamo che è una leggenda metropolitana, io non ho mai rifiutato nessuna squadra”.

Stai seguendo poco il calcio ma magari avrai sentito parlare del mercato cinese e delle cifre astronomiche che fa girare. Vannucchi in Cina ci sarebbe andato?

“Sì ho visto. Non lo so, io sono sempre stato più attratto da società diciamo a “conduzione familiare”, magari vicino casa, dove è possibile tirar fuori la parte più “normale” di sé stessi”.

Appesi gli scarpini al chiodo ti sei dedicato all’altra grande passione, la pesca.

“La pesca andava avanti parallelamente, ho potuto dedicargli maggior tempo e sono riuscito a trasformarla in una professione. Poi ho creato l’e-commerce “Il Bomber” e ora sto lavorando a “Linea Quantica”, un progetto sul benessere”.

Com’è questa storia del bomber?

“Creo articoli d’abbigliamento dedicati alla figura del “bomber”, non nell’ accezione del calciatore. Il bomber può essere un giornalista, un imbianchino, uno spazzino, un pescatore. Il bomber è chi si alza la mattina, va al lavoro, si prende cura della propria famiglia e fa di tutto per migliorare la propria condizione, per emergere, con grinta e determinazione”.

Della pesca cos’è che ti affascina? Dal fragore del calcio ad alti livelli alla calma piatta di un lago o uno scoglio. Abbastanza singolare no?

“Guarda io a 5-6 anni ero già un piccolo pescatore, ci sono cresciuto. E’ un’attività che ti permette di vivere veramente la natura e di entrare in contatto con un animale particolare come il pesce. Anche quella della cattura, seppur diversa rispetto ad un gol o un assist, è una bella emozione. Poi, ovviamente, vanno lasciati liberi”.

Meglio un gol su punizione o prendere uno storione da 50 kg?

“Non saprei (ride, ndr). Te l’ho detto sono emozioni differenti, entrambe ti danno grande soddisfazione!”.

 

Vannucchi-Empoli

Ighli Vannucchi con un pesce gatto appena pescato.