Luigi Pellicone

Roma, Antico Circolo del Tiro al Volo. Fernando Orsi presenta il suo libro. “A mani nude” uno spaccato di come sia la vita di un calciatore fuori dal campo. Cosa significhi levarsi i guanti e gestire la quotidianità. L’evento si è trasformato in un’occasione di incontro fra amici più o meno di vecchia data. Sorrisi, pacche, strette di mano e aneddoti. Divertenti. Come quando Simone Inzaghi “attentò” con un tiro sbagliato al volto di Gabriele, figlio di Nando Orsi, che con una “parata” improvvisata ne salvò viso e dentatura. O quando Sinisa Mihajlovic, a modo suo, racconta di come si inalberava nello spogliatoio. Fra gli compagni di squadra di Orsi, anche Massimo Piscedda e Vincenzino D’Amico, uno dei simboli indelebili della Lazio. Si è fermato a scambiar quattro chiacchiere. Parlando di Lazio, e non solo.

Intervista esclusiva a Vincenzo D’Amico

Vincenzo D’Amico la Lazio vive una splendida stagione
Sono molto contento, soprattutto per la squadra e per Simone Inzaghi. Sono sempre stato un suo sostenitore, sin da quando si vociferava dell’arrivo di Bielsa. Per fortuna le cose sono andate diversamente e adesso la Lazio si gode i risultati di un grandissimo allenatore.

Dove può arrivare questa Lazio?
La squadra sta giocando un buonissimo calcio. Credo che possa lottare sino alla fine per posizioni di vertice, anche se l’ingresso diretto in Champions mi sembra complicato. Centrare uno dei primi quattro posti sarebbe una impresa straordinaria. É anche vero che non c’è solo il campionato. Questa squadra potrebbe arrivare sino in fondo in Europa League. E giocarsela.

«VAR, l’idea è ottima, ma forse va rivisto il protocollo»

Beh, manca qualche punto? La Lazio è piuttosto sfortunata con il VAR?
Beh, il VAR mi piace. Sono favorevole all’utilizzo della tecnologia in campo. Può aiutare a sbagliare meno. Forse va rivisto il protocollo, ma l’idea di per sé è ottima. Resta però inteso che è sempre un uomo a decidere, quindi può ridurre gli errori ma non eliminarli del tutto.

Il campionato è molto equilibrato. Se vincesse con l’Udinese….
Andrei cauto con i sogni. La Juventus mi sembra tornata al suo livello. Tutti la davano per morta. Morta un bel niente, per usare un eufemismo. Si giocherà lo scudetto e già sabato potrebbe superare l’Inter, che ha a lungo giocato peggio di tutte le squadre di testa, ma è quella che ha più punti. Ed è significativo, dato che adesso inizia anche a giocare bene…a proposito di bel calcio. Il Napoli è primo per bellezza, ma non balla. Stringi stringi, si ritrova solo con i complimenti. Le pacche sulle spalle non sono trofei. E poi c’è la Roma, che sta facendo meglio di quanto mi aspettassi.

«Toccato il fondo, l’Italia può solo ripartire»

La serie A ha ritrovato fascino, ma poi ci aspettano i Mondiali senza l’Italia. Come ha vissuto l’eliminazione
Malissimo, come tutti. Purtroppo quanto accaduto mi sorprende sino a un certo punto. I problemi del nostro calcio affondando le radici negli ultimi decenni Servirebbe ricostruire con uomini nuovi. Quali? Non tocca a me scegliere. Di buono c’è che toccato il fondo si può solo ripartire.