Redazione

Altro che Guy Roux e i suoi quarant’anni all’Auxerre. Dimenticate i trofei vinti da Sir Alex Ferguson tra Aberdeen e Manchester United. C’è un nuovo sceriffo in città e si chiama Michał Leniec. Il trentottenne polacco ha demolito ogni record, sedendo per ben 221 anni sulla panchina del Lech Poznan (la sua squadra del cuore) e conquistando con i ferrovieri biancoblu la bellezza di settecento trofei nazionali e continentali, diventando contemporaneamente l’allenatore più longevo e più vincente della storia…di Football Manager!

Con Football Manager si scoprono giovani talenti…

Chiaramente parliamo del più famoso videogame gestionale sul calcio, che conta un numero sempre crescente di appassionati e le cui storie si intrecciano però sempre di più anche col calcio reale, quello fatto di campi d’erba e non di pixel su uno schermo. Già, perchè la casa produttrice del gioco fa parecchio sul serio e, ad esempio, ha un proprio settore di scouting giovanile. Il motivo è semplice: rendere Football Manager il più realistico possibile anche nella previsione di futuri fenomeni del pallone. Non è certo un caso che molti ragazzi avessero già sentito nominare i vari Eriksen, Pjanic o Rugani ben prima del loro arrivo in squadre blasonate: tutto merito del gioco, che aveva ampiamente preventivato che sarebbero diventati calciatori di caratura almeno europea.

…ma si diventa anche professionisti

Ma c’è molto di più, perchè il processo è anche inverso. Il gioco è diventato così realistico che c’è chi, da esperto di Football Manager, si è ritrovato a lavorare per una società calcistica nella vita reale. Come Antonio Tramontano, che dalla passione per i videogame è arrivato a lavorare assieme a Fabio Cannavaro in Cina, prima al Tianjin e ora al Guangzhou. Professione, ovviamente, match analyst, un compito che il ventottenne ha cominciato a studiare sin da giovanissimo guardando e riguardando le partite delle sue squadre a Football Manager alla ricerca della tattica perfetta e delle falle della sua impostazione in campo dell’undici titolare. E a giudicare dai successi del campione del mondo 2006, ha imparato davvero bene.

E i calciatori? Allenano o si allenano

E poi, infine, ci sono loro, i calciatori. Che del videogioco apprezzano probabilmente il fatto di potersi acquistare e schierare in qualsiasi squadra del mondo. O di poter allenare, invece di essere allenati. È il caso di Mimmo Criscito, che torna al Genoa…ma da allenatore su Football Manager. O di Luca Caldirola, ex Inter e attualmente in Bundesliga, che passa il suo tempo libero dedicandosi alla creazione di squadre invincibili sul suo computer. E c’è anche chi si lamenta. Come Harry Kane, che qualche tempo fa ha chiesto la rettifica delle proprie caratteristiche sul gioco, dato che la sua abilità di finalizzatore era evidentemente migliorata rispetto al database. Insomma, un calcio virtuale che piano piano sta affiancando quello reale e ne sta diventando parte integrante. E visto l’andazzo non resta altro che aspettare il primo allenatore in grado di fare un nuovo double, quello tra campo e computer…