Redazione

di Sergio Semeraro

Dodici mesi fa battendo in finale Andy Murray a Parigi, Novak Djokovic conquistava il Roland Garros, l’unico torneo del Grande Slam che mancava nella sua lussuosa bacheca divenendo l’ottavo uomo ad averli vinti tutti e quattro almeno una volta. Ormai tutti immaginavano che il serbo alla fine del 2016 sarebbe diventato il primo uomo dai tempi di Rod Laver a vincere tutti e quattro i tornei del Grande Slam nello stesso anno. I giornalisti iniziarono a scegliere le parole dei loro titoli.  Se David Foster Wallace sosteneva che vedere giocare Roger Federer fosse un’esperienza religiosa, il Grande Slam di Djokovic sarebbe stata un’esperienza mistica, il che avrebbe assomigliato molto, per dirla alla John Lennon, a diventare più famoso di Gesù.

Alla prima occasione utile, invece, Nole fa la storia al contrario: la sua sconfitta al terzo turno di Wimbledon contro lo statunitense Sam Querrey verrà catalogata tra le 5 più grandi sorprese negative del torneo. Niente poker, Nole rimane con una inattesa doppia coppia in mano; ma la cosa ancora più sorprendente è che Djokovic s’inabissa in una crisi senza fine di risultati. Rio 2016, lo US Open, i Masters, la perdita del primo posto nel ranking ATP dopo 122 settimane di dominio e ad inizio 2017 l’Australian Open: Djokovic colleziona solo sconfitte e tutti gli addetti ai lavori iniziano a chiedersi se si tratti di un incubo o della cruda realtà. Come se ciò non bastasse il 2016/2017 diventa anche la stagione in cui tutti rompono con Nole. Prima Becker, poi Vajda e per il gossip anche la moglie Jelena, che invece aspetta il secondo figlio e resta saldamente al fianco del serbo insieme al guru spirituale Pepe Imaz che crede nel potere benefico degli abbracci.

Dodici mesi fa avevamo lasciato Novak Djokovic disegnare un cuore sulla terra rossa del Centrale di Parigi, quest’anno lo ritroveremo con il suo nuovo coach Andre Agassi che vinse il Roland Garros del 1999 a dispetto di tutti quelli che lo consideravano ormai un ex giocatore. L’auspicio è che l’Open di Francia diventi per entrambi il primo punto vincente.