Redazione

di Alessandro Montano

Sono orgogliosissimo di questa vittoria, perché so contro chi l’abbiamo maturata. Dominare questo Napoli per novanta minuti è impossibile, bisogna giocare sempre ad altissimi livelli per battere una squadra del genere.

Le parole di Pep Guardiola nel post-gara di Manchester City-Napoli trasudano stima e rispetto per un Napoli che all’Etihad non è apparso brillante e tagliente come al solito. Già, perché è difficile tenere testa al Manchester City. E’ ancor più difficile se regali loro mezz’ora di gioco, se sprechi via un rigore insieme ad un paio di occasioni nitide e se uno dei tuoi migliori giocatori esce per infortunio.

Il dominio territoriale dei Citizens è stato netto ed indiscutibile. Nei primi trenta minuti di gara, gli inglesi hanno rischiato più volte di chiuderla, mentre il Napoli era ancora a zero nella casella dei tiri tentati. L’approccio alla gara degli azzurri è stato molle e quasi intimorito. La totale incapacità di pressare in maniera coesa e di arginare il giro-palla del City, ha reso impossibile per gli azzurri riconquistare palla e imporre il proprio palleggio. Insomma, i primi trenta minuti di gioco avevano iniziato a farci temere il peggio, una pesante goleada che avrebbe potuto avere ripercussioni anche in campionato.

Alla fine, però, la goleada non è arrivata, pertanto l’incubo di ipotetiche ripercussioni è al momento lontano. Nel secondo tempo la formazione di Sarri ha creato più di qualche semplice occasione e con il rigorista che non ti aspetti, Amadou Diawara, ha trovato persino le forze per cercare un improbabile pareggio. La squadra ha reagito di gruppo e lo ha fatto tutto sommato bene, anche se alcuni elementi continuano a non incidere quanto dovrebbero, Hamsik e Zielinski su tutti. Lo slovacco sarà anche vicinissimo al record di Maradona, ma al momento è ancora lontano dal suo miglior stato di forma. Il polacco, invece, sembra non aver ingranato ancora e in questo periodo la differenza di rendimento con Allan è troppo netta per poter mettere in discussione la titolarità del brasiliano.

Non dovrebbe essere troppo difficile, quindi, immaginare che tipo di Napoli vedremo contro l’Inter. Un Napoli affamato, voglioso di rialzarsi e di continuare ad allungare in campionato. La sfida con i nerazzurri è una sfida che vale doppio e questo Sarri lo sa. In campo ritorneranno probabilmente Allan e Jorginho, mentre per Insigne bisognerà affidarsi alla speranza. La sua uscita dal campo per infortunio è al momento l’unico vero problema che Manchester ci ha lasciato in dote. Se Insigne non dovesse recuperare, Sarri dovrà essere pronto a rimpiazzare il fantasista azzurro senza compromettere gli equilibri della squadra. Giaccherini, Rog, Ounas, Zielinski: chi più, chi meno, sono tutti nomi validi per una possibile maglia da titolare.

Insomma, messe alle spalle le sfide con la Roma e con il City, il Napoli si avvicina all’ultimo atto di un mini-ciclo di ferro, con l’Inter seconda in classifica da affrontare in un San Paolo gremito. La Champions non ci arride certamente, ma Sarri sa che ci sono ancora tre partite per recuperare nel girone. Il campionato, invece, riprende subito e il tecnico di Figline non vuole lasciare nessun punto per strada. Quest’anno è il Napoli a dettare il passo e i passi falsi non sono contemplati. Non devono esserlo.