Redazione

di Michele Pappone

È passata poco più di una settimana da quando i tifosi del Benevento hanno assistito a ciò che da più parti è stata etichettata come una vera e propria favola: per la prima volta nella storia del calcio italiano il Benevento approda in serie A. Le streghe e i Sanniti si sono riuniti per imbandire una gran festa, capace di coinvolgere non solo l’intera città, ma anche l’intero territorio circostante, spesso abbandonato e dimenticato dai riflettori. Ed allora è interessante iniziare a scoprire qualcosa in più di questa matricola che si appresta a fare il suo esordio in serie A.

I colori sociali sono il giallo e il rosso perché rappresentano lo stemma della provincia di Benevento, mentre il logo delle streghe richiama la tradizione che vuole Benevento come la città delle streghe, per via dei riti pagani che i longobardi svolgevano nei pressi del fiume Sabato, ritenuti dalla popolazione locale come atti di stregoneria. Sul logo è presente anche la “janara”, definita dalla credenza popolare come la strega sannita che radunava tutte le streghe italiane sotto un unico albero di noce: da qui l’appellativo dei calciatori del Benevento come “Stregoni”. Azzeccato, d’altronde quest’anno hanno fatto una vera e propria magia.

La società Benevento Calcio viene fondata nel 1929 e dopo circa 88 anni raggiunge, per la prima volta nella sua storia, la massima serie ma non è questo l’unico dato storico: essa diventa la prima squadra italiana che dopo la prima (e storica anch’essa) promozione in Serie B, consegue immediatamente anche la sua prima promozione in Serie A, al termine di un cammino decennale alle spalle, spesso caratterizzato da risultati negativi nel corso dei vari play off di Lega pro disputati.

La festa dello scorso anno per la promozione in Serie B

Lo stadio, inizialmente denominato “Santa Colomba”, ora prende il nome di “Ciro Vigorito”, dal fratello scomparso dell’attuale presidente Oreste Vigorito, allora amministratore delegato della società calcistica. Il popolo sannita e tutta la tifoseria hanno voluto così onorare una persona da tutti amata per il suo forte legame instaurato con i colori giallorossi ma soprattutto per l’encomiabile lavoro svolto finalizzato a condurre il Benevento calcio su grandi palcoscenici. La struttura del settore giovanile ha preso il nome, invece, di “Carmelo Imbriani”, ex capitano giallorosso e allenatore della prima squadra, scomparso all’età di 37 anni a causa di una grave malattia.

Quale sarà la partita più attesa per i tifosi giallorossi? Individuarne una in particolare è impresa ardua. C’è la curiosità di scoprire per la prima volta il confronto con la massima serie, ma senza dubbio il derby con il Napoli sarà una partita speciale, sentita come una vera e propria festa, visto il rispetto e le simpatie esistenti tra le due società e i tanti tifosi napoletani che la città di Benevento ha sempre ospitato sino ad oggi. Senza nascondere, tuttavia, che la partita che più di tutte registrerà il “sold out” al solo annuncio sarà quella con i campioni d’Italia: un evento unico ed indimenticabile per tutto il territorio Sannita.

Fabio Ceravolo, il capocannoniere del Benevento, in azione

L’intera città, prima ancora che la tifoseria, si aspetta da una società solida e ben strutturata come il Benevento calcio un campionato capace di regalare sorprese, auspicando una dolce salvezza, come d’altronde ha ben precisato il presidente nel post-partita con il Carpi, sottolineando le sue intenzioni di creare una squadra che continui a far sognare il popolo sannita. Il raggiungimento di tale obbiettivo è il frutto di un lavoro decennale, che fa del Benevento calcio una splendida favola ma allo stesso tempo anche una solida realtà del calcio italiano con un settore giovanile in forte espansione.

Da Beneventano d’origini e da tifoso calcistico di una diversa squadra, non posso nascondere che il prossimo anno il mio cuore sarà diviso a metà, ma comunque vada sarà sempre una gran festa. Tremate, le streghe sono arrivate.